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I TOMMASI pittori in toscana dopo la "macchia"

Valeria F.
Posted on 10/09/2011 11:33:30


Dal 23 luglio fino al 2 ottobre 2011, il Castello Pasquini ospita come ogni estate nelle sue splendide e suggestive sale una importante mostra intitolato
I Tommasi – Pittori in Toscana dopo la “macchia, questo nuovo evento culturale che vede per la prima volta in assoluto riuniti i tre artisti è curato da Francesca Dini, con il Patrocinio del Comune di Rosignano Marittimo, l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la Regione Toscana ed il Centro per l'Arte Diego Martelli e supportato dalla Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti.
Questa mostra ripercorre le vicende artistiche della famiglia Tommasi, composta dai fratelli Adolfo (Livorno 1851- Firenze 1933) ed Angelo (Livorno 1859- Torre del lago 1923) e dal cugino Ludovico (Livorno 1866- Firenze 1941).
Sono 70 le opere in mostra, molte delle quali provenienti da collezioni private.
La mostra si prefigge lo scopo, a seguito di approfondite ricerche storico-artistiche, non solo di omaggiare i tre artisti facenti parte del gruppo dei post-macchiaioli, ma soprattutto di mettere in luce il Cenacolo di Bellariva.
Nel 1881 la famiglia Tommasi, benestante livornese, si trasferisce a Firenze nella villa “La casaccia” a Bellariva, proprio per assecondare le doti artistiche dei due figli, Angiolo si iscrive all'Accademia di Belle Arti, mentre Ludovico al Conservatorio.
Proprio la villa, grazie alle importanti conoscenze in ambito artistico del cugino-pittore Adolfo, amico di Silvestro Lega, diventa luogo di ritrovo e di ispirazione per numerose personalità quali Giosuè Carducci, Adriano Cecioni, Francesco e Luigi Gioli, Vittorio Corcos, Eugenio Cecconi, il maestro Giovanni Fattori,Telemaco Signorini ed altri. Non è difficile ritrovare nei dipinti degli artisti che lì soggiornarono riferimenti paesaggistici a Bellariva.
Fu però l'amicizia con Silvestro Lega, al tempo in disaccordo con il maestro Fattori a causa di un'apertura di Lega allo stile “impressionista” che dilagava in Toscana al tempo, ad influenzare maggiormente la pittura dei Tommasi, artisti che lo ricordiamo dopo un inizio artistico nell'impronta della macchia, hanno seguito ognuno strade diverse, tanto che la mostra è articolata in tre sezioni, ciascuna per ogni artista.
La prima è intitolata Adolfo Tommasi, epopea del vero, nella quale emerge la sua predilezione per la rappresentazione verista della vita campestre, livornese e dei dintorni di Castiglioncello, con opere come “La diligenza a Castiglioncello”, “Le ore calde”, “Malerba”.
Angiolo Tommasi, dal Cenaco di Bellariva al Club della Bohème è il titolo della seconda sezione, dopo gli esordi leghiani, entra a far parte del circolo di Torre del Lago formato da importanti artisti tra i quali anche Plinio Nomellini e personalità dello spettacolo che ruotano attorno al maestro compositore Giacomo Puccini sul lago di Massaciuccoli. Gli stimoli derivati dalle novità di inizio secolo si rispecchiano nelle sue opere, caratterizzare da una luce abbagliante e dalla veloce esecuzione come ne “L'attesa” e “Le fascinaie presso il lago di Massaciuccoli”.
Angiolo inoltre soggiornò in Sud America, alla scoperta della Patagonia e della Terra del Fuoco, alcuni rari dipinti dedicati a quel lungo soggiorno possono essere ammirati in mostra.
La terza sezione ha come protagonista Lodovico Tommasi, tra Naturalismo e Avanguardia, è l'artista che più degli altri ha preso le distanze dalla “macchia”, facendo parte alle sperimentazioni di inizio secolo, con opere come “Riposo nei campi” e “Lavandaie presso Luco”, le quali vedono un suo avvicinamento verso il divisionismo.
Il catalogo della mostra è edito da Skira, contiene saggi di Silvestra Bietoletti, Rossella Campana, Francesca Dini, Eugenia Querci.



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