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Intervista al m° UTO UGHI - esclusiva-

Guglielmo C.
Posted on 14/06/2011 18:38:24







Il violinista Uto Ughi e il pianista Alessandro Specchi si sono esibiti mercoledì 6 aprile sul palcoscenico del Teatro Goldoni davanti ad un numeroso pubblico che gli ha omaggiati con convinti applausi.
Il grande violinista è stato di una disponibilità veramente notevole insieme al maestro Specchi che già conoscevo... i grandi della musica e in ogni altro campo dove operano, non hanno bisogno di dimostrarlo lodandosi o facendosi lodare.
Seduto insieme agli altri commensali, Angela Acconci, Fabia e Franco Baldi, Luca Menicagli e Marcello Paffetti , il grande maestro ha conversato con una rara semplicità segno evidente che le persone sedute al suo tavolo riscuotevano la sua simpatia. Una occasione unica, che mi ha permesso di dialogare e rivolgere alcune domande ai due grandi Artisti:
Maestro Ughi fra i vari concerti per violino ed orchestra quale giudica il più armonioso?
Gli ho suonati quasi tutti ma il più interessante è il concerto n. 64 di Mendelssohn: equilibrio perfetto di violino ed orchestra .


Maestro che sensazioni si prova ha suonare un violino Guarnirei del Gesù o uno Stradivari
(la risposta è stata lunga ed articolata e per ragioni di spazio proverò a riassumerla)
Sono due violini perfetti, ognuno ha una sonorità diversa a secondo del repertorio che si suona vanno alternati, nell’esibizione di questa sera utilizzerò il Guarnirei del Gesù.


Maestro perché ha registrato per la Casa discografica Foné di Giulio Cesare Ricci?
Sono rimasto affascinato dalle sue registrazioni sotto il profilo del suono, sono registrazioni uniche ed è veramente piacevole collaborare con questo editore, è un vero Signore del mondo della musica classica.



Ho ascoltato una violinista del passato: Ginette Neveu, mi è sembrata stupenda, Lei cosa ne pensa?
Ginette è stata la più grande interprete femminile nel mondo del violino, le dirò di più la violinista morì per una caduta dell’aereo sul quale viaggiava e il suo violino non fu mai ritrovato, una leggenda racconta che tutte le volte che un aereo sorvola il luogo del disastro i viaggiatori sentono la musica di un volino che suona.



Maestro cosa ci dice della sua esperienza al teatro Goldoni?
Ci suono sempre molto volentieri sono tutte persone splendide nei miei confronti ed anche il pubblico reagisce con calore e competenza.



Maestro Ughi mi dicono che Lei ha conosciuto il violinista Jehudi Menuhin?
Non solo l’ho conosciuto Menuhin ma per un periodo di tempo è stato mio insegnante, cosa posso dire di più: sono quelle rare persone sia quando suonano che nella vita di tutti i giorni, si è sempre battuto per le giuste cause, le sue interpretazioni per le sonate di Bach rimangono un punto di riferimento per tutti noi violinisti.



Maestro Specchi fra i suoi colleghi pianisti quale lo ha più entusiasmato maggiormente?

Credo di non sbagliare citando Arturo Benedetti Michelangeli con lui si era raggiunta la perfezione totale indipendentemente dal repertorio eseguito.



Maestro Specchi che emozioni prova suonando in coppia con il violinista Ughi?
Sono sensazioni magnifiche, credo che sia un piacere ed un onore suonare con un grande esecutore come Uto Ughi, il pubblico ci giudicherà, ma credo che abbiamo raggiunto una buona simbiosi.








Durante l’intervista i due maestri hanno affrontato le tanta tematiche della musica: le Fondazioni liriche, i Direttori d’orchestra, come eseguire oggi una partitura ecc… vi posso assicurare che è stato un pomeriggio indimenticabile per me e per tutti i commensali.
Non è stata una mia sensazione, perché la sera quando il concerto è terminato, mentre il violinista usciva da teatro mi ha esplicitamente ripetuto: “Ringrazio tutti gli amici, ho trascorso un pomeriggio in compagnia di persone garbate e competenti. Livorno e la Toscana hanno ancora persone con cui si può dialogare di musica senza ricevere i soliti elogi che molte volte diventano noiosi”.
Come ho sottolineato all’inizio i due maestri hanno dimostrato di conoscere i brani che hanno eseguito alla perfezione. Gli attacchi hanno evidenziato che i due artisti sono in sintonia perfetta, il suono che esce dai rispettivi strumenti crea delle sensazioni diverse in relazione al compositore che devono suonare.
Questi gli autori che hanno eseguito: Tommaso Vitali, Gaetano Pugnani, Giuseppe Tratini, Antoninin Dvorak, Eduard Grieg e Camille Saint Saens.
La grandezza di questi due esecutori consiste nel creare per ogni autore delle sensazioni che si diversificano a secondo del compositore che si esegue.
Questi grandi sono vissuti in epoche diverse ed i due esecutori con le loro esibizioni hanno dimostrato di essere fedelissimi al testo da loro musicato.
Il violinista Uto Ughi non ha problemi di repertorio ha eseguito i più grandi autori dal ‘700 fino ai giorni nostri, la sua professionalità è dovuto ad un attento lavoro di approfondimento, ogni brano che esegue ha avuto moltissime ore di prova per permettere al violino di far uscire suoni più aderenti all’autore.
Anche il pianista Alessandro Specchi appartiene a quella categoria di grandi solisti della quale si è persa la memoria anche lui ha suonato con i più grandi interpreti del ‘900. Affronta i pubblici di tutto il mondo con eleganza e professionalità si amalgama sempre con l’esecutore con cui suona. Stesso discorso che ho scritto per Uto Ughi: diverse ore trascorse al pianoforte eseguendo i più svariati repertori.
Fra le numerose registrazioni di Uto Ughi Vi voglio segnalare in particolare i due Cd con Marchio Fonè, la casa discografica del livornese Giulio Cesare Ricci, sono registrazioni da brividi, l’ing. Ricci ha curato i due Cd personalmente: Live in Roma Uto Ughi, Uto Ughi per i caduti italiani in Iraq (con i filarmonici di Roma).
Vi segnalo per brevità un’altra registrazione quasi storica: Beethoven Ughi Sawallisch sonate per violino e pianoforte.
Ma ritorniamo al concerto al teatro Goldoni nel famoso brano “Trillo del Diavolo” gli strumenti eseguivano suoni quasi satanici, mentre nella “sonata “ di Grieg la mente ci trasportava nei paesi nordici, dove il celebre compositore è nato. I suoni di questo artista sono di una difficoltà estrema. Uto Ughi e Alessandro Specchi ci hanno fatto udire delle sonorità magnifiche, se si chiudevano gli occhi potevamo immaginare quei paesaggi gelati tipici della Norvegia.
Durante tutte le sue esibizioni il grande violinista spiega i brani che esegue, mai noioso ne cattedratico mettendo sempre un pizzico di umorismo accattivante per il pubblico.
Cito un intervento, l’esecuzione del brano di Grieg è stato sottolineato dicendo: “Ascoltando la nostra esecuzione, vi sembrerà di avere davanti agli occhi l’aurora boreale”.
Uto Ughi e Alessandro Specchi dimostrano come affrontare la carriera di concertisti; massima preparazione per il rispetto che dobbiamo avere verso il pubblico che paga il biglietto.
Speriamo di riascoltare i due grandi maestri nella nostra città. Serate come questa difficilmente si possono dimenticare, un grazie di cuore a tutti i partecipanti, alla Fondazione Teatro Goldoni ed al Centro Pianoforti Menicagli che hanno organizzato questo importante evento, alla sig.ra Maria Teresa Fois per la preziosa collaborazione.




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