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GIRO d'ITALIA: LIVORNO HA MOSTRATO IL SUO VERO VOLTO

A. Dechecchi
Posted on 06/02/2011 21:44:07


È questo il tenore di autorevoli interventi all’indomani dell’arrivo della tappa del Giro d’Italia. I livornesi avrebbero dovuto manifestare il loro entusiasmo per una competizione sportiva invece purtroppo sono stati testimoni diretti del dolore di tutta l’Italia sportiva e non solo.
E’ mancata una giovane vita, è mancata una vicenda agonistica (in ordine di importanza); c’è stata una partecipazione grandissima che resta nel cuore e negli occhi di chi ha visto in TV e sul web, che resterà molto più impressa nella memoria di quanto sarebbe potuto sopravvivere il ricordo di una giornata sportiva.
Oltre ai suoi panorami la città ha dimostrato di possedere grandissima umanità e sensibilità.
L’investimento in un giro d’Italia è costoso una volta trovate le risorse ha certamente un grande ritorno d’immagine, che paradossalmente è stato ottenuto più dalla neutralizzazione della tappa che da quanto avrebbe portato il pomeriggio sportivo. E queste considerazioni vanno, una volta tanto, ad onore della città.
C’è da dire che quello che avevo immaginato e proposto più volte da consigliere comunale era un’intuizione giusta: Livorno vista a lungo attraverso le riprese degli elicotteri è proprio un bel vedere, un invito a venire a Livorno a gustare quello che le riprese televisive non ti possono dare, cioè il benessere completo e non solo quello della vista. Ho sentito i commenti dei livornesi: orgogliosi di come hanno visto la propria città e soddisfatti, come chi, all’improvviso, si sente più ricco.

RICCHEZZA = ECONOMIA:
Adesso questo diventa un discorso economico. Io penso che la politica abbia preferito, fin’ora, considerare prevalente il tema del lavoro “manifatturiero industriale” rispetto a quello “turistico”.
Diceva un rapporto in questi giorni che a Livorno l’economia gira grazie ai pensionati e alle l’eredità dei nonni…
E allora mi viene da pensare a cosa rimanga in eredità a Livorno di quanto c’era una volta. Poche cosa dal punto di vista industriale e con il porto, in via di trasformazione, che non sostiene più l’economia cittadina come avveniva in passato.
Ritengo che sia rimasta pressoché intatta una risorsa ancora inutilizzata che potrebbe tornare buona: la città e il suo territorio.
Io sono sicuro che con il completamento della Porta a Mare e con la realizzazione delle altre opere già finanziate Livorno possa avere le carte in regola per dare il via a quella che mi piacerebbe chiamare la “rivoluzione turistica” di una città che pur senza torri pendenti, rocche o castelli merlati, all’inizio del ‘900 e fino alla II guerra mondiale era rinomata come lo è oggi il “Forte”… (dei Marmi).
Rinuncio volutamente ad elencare le risorse disponibili limitandomi a “lanciare il sasso” invitando i lettori del Pentagono a votare il sondaggio presente sul sito www.granducato.com




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