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Riepiloghiamo: il 2010 è passato, cosa ci rimane

A. Dechecchi
Posted on 01/04/2011 09:28:00

A Livorno avremo .... il nuovo ospedale, forse non l'Autorità Portuale, il
lotto zero rimane nel limbo, si fa largo I'idea di un'autostrada FI - PI - LI,
le Terme della Salute sono arrivate ad interessare la satira nazionale; lavoro,
in giro, a parte quello pubblicizzato dalle civette dei quotidiani esposti
all’esterno delle edicole, non mi pare che ce ne sia tanto.

A livello nazionale ci rimane un debito pubblico che aumenta senza che i
cittadini, almeno, ne vedano i benefici, tasse aumentano anche loro e non
riescono a tappare le falle del bilancio, che in modo assai restrittivo cerca di
convincere gli investitori internazionali a lasciarci fuori dagli attacchi della
speculazione. E quindi, disoccupazione giovanile straordinaria, disoccupazione
adulta elevata, prospettive nessuna, se non I'approvazione di piani
programmatici da riempire (quando?) di contenuti.

Ci restano i ragazzi nelle strade, che protestano con una violenza preoccupante,
da condannare assolutamente, ma non serve combattere un male se non si va poi
alla radice. Ci resta la Gelmini… ed una maggioranza parlamentare che si sta
rifacendo il look. Oggi sarebbe facile fare ironia sul governo "Scilipoti" se
non fosse che i problemi che questa fine 2010 sono terribilmente seri.

L'augurio per il 2011 è che i politici che ci rappresentano, non solo in
Parlamento ma anche nelle istituzioni locali, sappiano superare, ammesso
educazione e cultura glielo consentano, la superficialità e I'approssimazione
con cui hanno convissuto finora.

Siamo di fronte al punto di svolta del decadimento
economico e morale, oltre il quale indietro non si torna.


Perciò, i politici vecchi, che ritengono di non identificarsi totalmente in
questo quadro e che sentono il richiamo e la capacità di invertire questa rotta,
o nuovi, se come probabile presto ci saranno elezioni, ritengo debbano
assolutamente mettere da parte interessi di bandiera o di parte e fare fronte
comune contro I'unico vero nemico che hanno: la crisi che nei prossimi mesi
mostrerà la sua faccia più cattiva. Il Pentagono è una bella rivista, seria ed
equilibrata. AUGURI a tutti i lettori, ed un invito alla redazione ad essere
metodicamente più attenta all'evoluzione del quadro politico e sociale,
nazionale e cittadino.

 




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