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Al Teatro Goldoni la Messa di Gloria diretta dal m° Menicagli

Redazione/Pentagono
Posted on 16/12/2010 17:27:33

Il Teatro in Italia si trova ad attraversare un difficile periodo di crisi economica che non risparmia alcun comparto. Pur dovendo tener conto di questa realtà il cartellone delle stagioni 2010/2011 del teatro Goldoni è vario e ricco di spunti, stimoli, con spettacoli volti a divertire, il palcoscenico è sicuramente anche fantasia e luogo di contaminazione tra generi: il Teatro di Tradizione livornese ha come obiettivo un sempre maggiore coinvolgimento dello spettatore, fornendogli occasioni di ascolto dalla musica classica al jazz, dalla leggera a quella corale ed al gospel.


Numerose le ricorrenze che con il 2011 saranno legate al nome ed all’arte di Pietro Mascagni: inizieranno il 7 dicembre, data della nascita del compositore livornese, con la sua “Messa di Gloria” al Goldoni in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Livorno (appuntamento inserito nella Stagione Concerti).
Abbiamo incontrato ed intervistato il Maestro Mario Menicagli che con la sua bacchetta dirigerà la Messa di Gloria del grande compositore livornese.




CHE IMPORTANZA RIVESTE QUEST’APPUNTAMENTO?

Ritengo che l’appuntamento al Teatro Goldoni con la Messa di Gloria di Pietro Mascagni, il prossimo martedì 7 dicembre, sia importante sotto vari punti di vista.
Lo scorso anno la Messa di Gloria è stata eseguita a Livorno nella Chiesa dei Salesiani, sempre in occasione dell’anniversario della nascita del nostro celeberrimo concittadino, con una straordinaria partecipazione di pubblico e un’accoglienza eccezionale.
Quest’anno per il Teatro dell’Opera di Livorno, che intende ripresentare l’appuntamento, si tratta della prima collaborazione ufficiale con la Fondazione Teatro Goldoni e stiamo parlando di organismi molto diversi sia per la struttura, sia per il ruolo che entrambi rivestono nel territorio; credo profondamente però che sempre più, accostare l’elasticità e la leggerezza di organizzazioni private all’immagine e alle strutture di Enti Istituzionali, possa rappresentare una delle soluzioni migliori e più veloci per superare l’impasse di questo periodo che troppo spesso, anche se talvolta in modo esagerato, ci mostra lo spettro della fine delle proposte artistiche e dei teatri.
D’altra parte sono anche assolutamente convinto che non si possa e non si debba prescindere dalla qualità artistica delle proposte stesse, alla quale deve esser data ancora e sempre l’importanza principale, partendo quindi da scelte magari molto coraggiose per certi aspetti, ma sempre molto competenti.
Dal punto di vista strettamente musicale, la Messa di Gloria costituisce un primo importante passo di Pietro Mascagni verso la grande produzione.
Già si percepiscono in quest’opera, pur semplice nella sua scrittura, temi e sonorità che saranno propri di tutta la sua produzione futura. I “rubati”, le grandi libertà espressive che Mascagni concede agli interpreti, solo per citarne alcuni aspetti, resteranno in seguito una caratteristica fondamentale davvero di tutta l’opera di Pietro Mascagni.



PARLACI DEGLI ESECUTORI CHE INSIEME A TE ESEGUIRANNO LA MESSA DI GLORIA

Prima di tutti l’Orchestra Massimo De Bernart, che ha ricevuto l’eredità di uno storico ensemble livornese nato nel 1989, l’Orchestra Amedeo Modigliani.
Collaborano solitamente con essa moltissimi musicisti livornesi ma numerosi professori vengono anche da fuori toscana, spesso attratti da un ambiente di lavoro e umano che li fa sentire a proprio agio e oserei dire inoltre che spesso insieme riusciamo a trovare una rinnovata passione, che sono certo sia addirittura percepibile da parte del pubblico.
L’Orchestra Massimo De Bernart a Livorno quest’estate ha fra l’altro aperto e chiuso le manifestazioni di “Effetto Venezia” 2010 e in quell’occasione oltre la metà dei musicisti impegnati era livornese (compreso il sottoscritto) e sono certo che, particolarmente nell’esecuzione di Cavalleria rusticana in Piazza XX Settembre, la coincidenza non è passata inosservata…
Purtroppo invece non è andata in porto, nell’occasione, la mia proposta di collaborazione con l’Orchestra dei giovani studenti del nostro conservatorio musicale, anche se spero vivamente che non mancheranno in futuro nuove occasioni.
Il Coro invece è rappresentato dalla Corale Around Mascagni, che la Fondazione Teatro Goldoni intende costituire, sposando una mia idea fissa, attraverso la più ampia partecipazione delle varie corali livornesi; intento anche questo non semplice, ma che continuo a perseguire con molta fiducia.
I solisti sono cantanti già in carriera e tra l’altro con uno di loro, il baritono Alessandro Luongo, ho già collaborato in Elisir d’Amore e prima ancora in Pinotta, a Collesalvetti nel 2002, opera che curiosamente fu per entrambi un debutto…



IN QUESTA PARTITURA VI SONO A TUO AVVISO DIFFICOLTÀ CANORE E DI ESECUZIONE ORCHESTRALE?

La Messa è una composizione giovanile di Pietro Mascagni, composta per essere eseguita da un ensemble di allievi di una scuola musicale.
Per questo le difficoltà tecniche dovevano essere ridotte al minimo e così è stato.
Alcuni “passi” affidati a taluni strumenti musicali possono però farci pensare che il Maestro Mascagni avesse musicisti di alto livello: il “solo” della tromba del “Qui Sedes”, i frequenti interventi dell’oboe e su tutti l’”Elevazione”- un “solo” per violino di cinque minuti ricco di virtuosismi - ne sono, infatti, l’esempio più evidente.
A proposito dell’Elevazione, giova ricordare che avremo il 7 dicembre nelle vesti di solista, il più grande violinista livornese, il Maestro Marco Fornaciari.



ESCLUDENDO QUESTO LAVORO GIOVANILE DEL COMPOSITORE LIVORNESE, QUALI TRA LE COMPOSIZIONI DI MUSICA SACRA RITIENI CHE SIANO INSUPERABILI?

Se parliamo d'importanza, nell’ambito di questo genere musicale, non possiamo prescindere dalle opere di Palestrina, che per primo sdoganò definitivamente la musica sacra dal legame con la musica a cappella, regalandoci composizioni polifoniche d'indubbio ed elevato valore.
Ritengo comunque che la Messa in si minore di Bach, la Missa Solemnis di Beethoven e il Requiem di Mozart, per citare solo alcune tra le più famose opere di musica sacra, siano da considerarsi davvero autentici e immortali capolavori.







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