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Il cavalca ferrovia della Stazione

Sandro D
Posted on 13/12/2010 13:30:13

PERCHE? PER LE TERME DEL CORALLO NON SI FA ... UN TUBO


Le Terme del Corallo non hanno, certo, lo stesso valore della “Domus dei gladiatori” di Pompei, ma possono fare la stessa fine magari crollando sulla testa di qualche disgraziato che vi andasse a trovare rifugio.
Mi torna in mente la visita, che con la Commissione Cultura, ebbi modo di fare alla struttura per prendere atto dello stato dell’ intera zona prima di votare la delibera che ne stabiliva il riassetto ai fini di un recupero globale (ex deposito Coca Cola e del bellissimo complesso liberty ), anche a prezzo di una concessione edilizia. Ebbene, l’operazione edilizia, già in fase avanzata, ritengo sia un successo, perché senza incidere sulla struttura architettonica, ha portato positivi contributi all’ area, che era estremamente degradata.
Per quanto riguarda le Terme mi sembra sia ancora notte fonda, pur considerando quanto riportato il 1° novembre dal Tirreno sulle iniziative rivolte al parco e sull’ isolamento della struttura dal resto per motivi di sicurezza.
Se per il parco sono stati stanziati 600 mila euro, dove si troveranno i 4 milioni per l’ intero complesso?
Occorre allora un progetto di utilizzo, di valorizzazione della struttura, che speriamo abbia contenuti culturali, che stimoli qualcuno a farsi avanti con una manifestazione d’interesse, di cui non sono, al momento, informato.
Ma poi, c’è il dilemma del cavalca ferrovia. Anche ammesso che si trovino i soldi per abbatterlo e per realizzare il sottopassaggio, io credo che i tempi siano molto lunghi e le difficoltà tecniche notevoli.
Certo, questa struttura frutto della rivoluzione culturale degli anni ’70 è indubbiamente un pugno negli occhi, rappresenta una fonte di inquinamento e stride fortemente con il parco.
Se cristallizziamo la situazione e non rimoviamo quest’ ostacolo, davvero la premessa potrebbe trasformarsi presto in realtà. Se guardiamo invece il problema in modo dinamico e con un po’ di fantasia si potrebbero accelerare i tempi e forse non aver bisogno di impegnarsi nella faraonica realizzazione del sottopassaggio. Come?
Perché non si fa… un tubo?

Sì, tensostrutture moderne, architettonicamente all’ avanguardia, che rivestano il cavalcavia
credo possano isolare acusticamente ed ambientalmente le terme dal traffico, e fondere anche
architettonicamente la struttura liberty con l’ architettura del XXI sec.


Però, senza perdere altro tempo, anche sull’ onda emotiva delle vicende di Pompei, che
hanno fatto dire da più parti che … forse … la cultura non è una spesa “ tout court “, penso
si debba convocare un tavolo al quale partecipino Comune, Beni Culturali, Ferrovie, privati interessati,
che valuti il problema e le possibili soluzioni, magari proprio partendo dal… tubo.


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