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L’ospedale non risponde più alle esigenze della medicina di oggi

Massimo C.
Posted on 02/04/2010 18:10:12

Riguardo alla realizzazione del nuovo ospedale per la città di Livorno, credo che ormai nessuno possa negarne la necessità, se non per motivi tecnici, almeno per l’impossibilità evidente di fornire nella vecchia struttura, accoglienza, riservatezza e rispetto della dignità ai ricoverati.
Non sempre, però ci sono le idee chiare su cosa si dovrà realizzare.
Le stime demografiche al 2026 per Livorno, (fonte IRPET), ci dicono che nonostante l’aumento degli stranieri residenti, nella nostra zona ci sarà una diminuzione complessiva di oltre 9.000 abitanti ed un forte invecchiamento della popolazione (il 10% dei cittadini avrà più di 80 anni).
Anche le malattie nel prossimo futuro cambieranno e saranno prevalentemente oncologiche, cardiovascolari e traumatiche. In queste patologie, il ruolo dell’ospedale sarà caratterizzato da interventi brevi e altamente specialistici, mentre il periodo del mantenimento e della riabilitazione sarà molto lungo, con necessità di implementare gli interventi di tipo territoriale in collaborazione con la riorganizzazione delle politiche sociali (Società della Salute).
L’ospedale non risponde già più alle esigenze della medicina di oggi e non sarà in grado di soddisfare quella di domani.
Gli ospedali del futuro, saranno quindi, come ha stabilito la Delibera del Consiglio Regionale Toscano. n° 31 del 12.2.2003 – allegato A.1.2, delle “Strutture orientate ad interventi rapidi e di grande complessità e specialità, riservate a pazienti con forme acute, caratterizzate da numero di letti e tempi di degenza sempre più contenuti…… " e perciò dovranno essere una risorsa estrema, da usare solo quando indispensabile e per il tempo strettamente necessario, ideati ponendo al centro
del processo assistenziale il paziente con le sua esigenze di cura ed i suoi bisogni d’assistenza.
Molte persone sono ancora convinte che la realizzazione del nuovo ospedale di Livorno consista nel creare una nuova struttura architettonica nella quale ricollocare tout court quello che oggi c’è e si fa in viale Alfieri, ma non sarà così, la nuova struttura sarà realizzata con dei modelli organizzativi nuovi e diversi da quelli ai quali siamo abituati, sarà dedicata solo all’attività di degenza, mentre la diagnostica strumentale e di laboratorio e l’attività ambulatoriale, in larga parte continuerà ad essere erogata nelle strutture attuali adeguatamente riqualificate (processo, peraltro già in corso). Il nuovo ospedale sarà affiancato ed integrato dalle attività territoriali e dagli altri attori del servizio sanitario, in particolare i medici di medicina generale, per garantire l’assistenza decentrata e vicina al paziente, possibilmente al suo domicilio.
“Evidentemente questo tipo di ospedale non potrà che essere una struttura realizzata secondo le moderne concezioni della architettura sanitaria, facilmente accessibile dai mezzi di soccorso e dai cittadini e collegata in modo rapido ed efficiente agli altri presidi della rete ospedaliera”
Altro nodo fondamentale del dibattito apertosi in città, riguarda la viabilità e la scelta del sito dove realizzare l’opera.
L’Azienda Sanitaria e il Comune stanno portando avanti un progetto che prevede la realizzazione dell’opera nell’area dove attualmente sorge la Residenza Sanitaria Assistita “Pascoli”, questa scelta motivata da caratteristiche geomorfologiche ed ambientali, secondo il mio parere, ha il grosso vantaggio di consentire un grande risparmio sia economico che di tempo perché, essendo l’area già di proprietà del Comune ed essendo già dedicata a servizi, non dovrà essere acquistata e non dovrà imporre variazioni d’uso rispetto al piano regolatore vigente.
Quindi, pur rispettando le opinioni diverse dalla mia e le decisioni degli organi di garanzia preposti, io sono contrario a procedere sulla strada del referendum e faccio un appello ai cittadini affinché usino il loro arbitrio per evitarlo.
Andare al referendum significherebbe ritardare la realizzazione dell’opera e sperperare denaro pubblico inutilmente.
Riguardo alla viabilità, francamente ho fiducia che i tecnici che realizzeranno i progetti, sappiano prevedere opere adeguate che alla fine risolvano anche i problemi che ci sono ad oggi nel comprensorio del sito indicato.
Livornesi, invece di contrastare la realizzazione del nuovo ospedale, esercitiamo il nostro potere per vigilare affinché le scelte vengano realizzate e portate avanti con le adeguate garanzie tecniche e nell’interesse comune.


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