LA STORIA >>    CHI SIAMO >>    Home-Page >>    SCRIVICI >>


Torna alla prima pagina << Vai al precedente :: Vai al successivo >>

Dall’ORIENTE di LIVORNO altri 100 nuovi volumi alla Biblioteca F. D. Guerrazzi

Serena M.
Posted on 22/01/2012 17:29:58

Si arricchisce il FONDO LIBRARIO ADRIANO LEMMI
Il 2011 è l'anno del 150° anniversario dell'Unità di Italia, il momento per raccogliere le memorie e per creare situazioni in cui enti locali e statali incontrano piccole e grandi associazioni o altre tipologie di gruppi privati, per confrontarsi, ricostruire, diffondere e valorizzare l'incipit della storia del nostro paese, eppure nel territorio labronico, tra i non istituzionali, c'è chi si è lamentato di non essere stato poi così coinvolto, a sostenerlo il Grande Oriente di Italia e più precisamente il Gran Maestro Aggiunto Massimo Bianchi, l'ha detto giovedì 10 Novembre 2011 alla Biblioteca Labronica F.D. Guerrazzi in occasione dell'incontro con il Comune di Livorno, rappresentato dall'Assessore alle Culture Mario Tredici, per la consegna da parte della massoneria di circa un centinaio di nuovi volumi che andranno ad incrementare il Fondo Lemmi. Il Fondo esiste da diversi anni ed è composto da molti documenti, alcuni risalenti al XIX secolo, e da circa trecento volumi, tutti acquistati dal Grande Oriente di Italia di Livorno e tutti consegnati alla biblioteca Labronica per semplificare e favorire le ricerche di studenti e studiosi sulla massoneria. Adriano Lemmi, livornese, banchiere, grande amico di Mazzini è stato il primo Grande Maestro del GOI fondato nel 1887 a seguito della fusione, ad opera dello stesso Lemmi, del Grande Oriente Italiano di Torino, quello separatista e repubblicano di Palermo e quello di Napoli, inoltre Lemmi è stato finanziatore del Risorgimento Italiano tanto da venir definito “il banchiere della rivoluzione”.
La collaborazione puramente culturale tra il GOI e il Comune di Livorno, come già accennato, non sembra però accontentare entrambe le parti, secondo Bianchi è mancata la presenza della massoneria nelle varie occasioni organizzate in terra labronica, legate alla memoria del Risorgimento, pur essendo un periodo storico caratterizzato dalla partecipazione di molti massoni, oltre allo stesso Lemmi, a tal proposito l'Assessore ha ricordato un incontro di celebrazione della figura di Adriano Lemmi che si è tenuto lo scorso dicembre nel Salone degli Specchi del museo Giovanni Fattori, realizzato in collaborazione e con la partecipazione del Grande Oriente di Italia di Livorno. Tredici ha poi evidenziato l'importanza dell'istituzione del Fondo presso la biblioteca che ha definito luogo attendibile e della continuità nell'incremento del materiale che fino ad oggi ha compiuto il GOI, sottolineando che a suo avviso ogni iniziativa che crei interesse storico e non sia solo esaltazione di una bandiera deve essere incentivata, infine ha esaltato l'opera di uomini come Adriano Lemmi che dovrebbero essere valutati in base ai problemi che si sono trovati dinanzi e a come li hanno affrontati.
Il Grande Maestro Agg. Bianchi ha annunciato che quel pomeriggio avrebbe presenziato alla presentazione presso la libreria Edison del libro “Meditazioni sulla Massoneria” di Ben Parodi di Belsito e la rivista di studi storici, filosofici ed esoterici “Kosmos 315” entrambi delle edizioni Thiferet del Gruppo Editoriale Bonanno, una casa editrice che dedica un ampio spazio alle pubblicazioni sulla massoneria e della quale si augura di riuscire presto ad acquisire pubblicazioni da inserire nel Fondo Lemmi.
Un altro investimento culturale ad opera del Grande Oriente è quello delle borse di studio riservate agli studenti degli istituti secondari superiori e proprio di questo ho chiesto a Bianchi, visto che nel corso dell'incontro ha accennato all'iniziativa di quest'anno e sottolineato quanto sia importante investire nella scuola e nella cultura.

Nel corso dell'incontro con l'Assessore ha parlato di una borsa di studio messa a disposizione dalla massoneria per gli studenti del liceo classico, mi può spiegare più dettagliatamente questa iniziativa?
C'è una linea nazionale: il Grande Oriente mette a disposizione di ogni collegio regionale, i collegi sono 17, 5.000 euro l'anno da dodici anni, perché le nostre organizzazioni territoriali, le logge, possano dare borse di studio, in più ci sono gli Orienti come Livorno che non godono di questo contributo nazionale, ma hanno trovato sponsorizzazioni, nella fattispecie noi abbiamo trovato una cooperativa, che voglio ringraziare, la Quadrifoglio, che da tre anni ci mette a disposizione una somma per sponsorizzazioni e noi abbiamo scelto di darle alle scuole dello stato, come è ovvio per la massoneria, che portano il nome di fratelli che ci hanno preceduto. Il primo è stato Alfredo Cappellini medaglia d'oro scomparso nella battaglia di Lissa il 20 luglio 1866 a cui è intitolato l'Istituto Nautico, il secondo anno l'abbiamo dato al Professionale Orlando che reca il nome dei fratelli Orlando fondatori del Cantiere tutti massoni e garibaldini, il terzo anno al Liceo Classico Niccolini Guerrazzi, perché Francesco Domenico Guerrazzi e Niccolini erano due massoni, anzi Guerrazzi è uno dei personaggi della storia toscana e di quella livornese che andrà riletto e rivalutato, il prossimo anno penso che finanzieremo il certamen latino del liceo classico.

Ho visitato il sito della biblioteca Labronica, nell'area, all'interno del catalogo collettivo provinciale, dedicata al Fondo Lemmi e ho visto che contiene oltre ai libri anche documenti molto vecchi addirittura risalenti al XIX secolo...
La massoneria livornese ha alle spalle quasi trecento anni di storia li ha avuti prima della costituzione del Grande Oriente di Italia con la presenza sul territorio di logge francesi e inglesi che naturalmente erano dovute al fatto che Livorno era un grande porto del mediterraneo. Dal 1805 a Livorno è presente il Grande Oriente di Italia che venne fondato dai francesi, da Napoleone e si chiama così in memoria del Grande Oriente di Francia, con una particolarità, che dopo il Congresso di Vienna nel 1821 la massoneria sparii in gran parte del territorio nazionale mentre a Livorno rimasero attive più di dieci logge, lo stesso è avvenuto nel periodo fascista, nel 1937 ci sono stati livornesi che sono stati iniziati in massoneria nel retro bottega di un bar, mentre il nostro Gran Maestro livornese Alessandro Tedeschi era esiliato a Parigi. Devo ricordare che il Grande Oriente di Italia è stato in esilio dieci anni a Parigi nella concentrazione antifascista e ci sono 17 massoni morti alle Fosse Ardeatine. Vede la storia andrebbe scritta con grande serenità e grande obiettività invece le culture dominanti, quella marxista e quella cattolica, hanno cercato, specie in questo periodo in cui si è parlato molto di Risorgimento, di comprimere il contributo che quella che noi chiamiamo l'area laica dei fratelli che ci hanno preceduto, ha dato all'unità, all'indipendenza nazionale e alla costruzione prima del regno e poi della repubblica, contributo che credo non ci debba far abbassare gli occhi davanti a nessuno.

La massoneria è nata su ispirazione delle corporazioni degli scalpellini e da loro ha tratto le sue fondamentali leggi, il silenzio con il quale si tutelavano i segreti degli artigiani e l'assistenza con la quale si difendevano a vicenda dai pericoli dell'esercizio dell'arte. Oggi esistono le associazioni di categoria: Confindustria, CNA, Confesercenti e Confcommercio. Massoni oggi perché?
La massoneria è interclassista, non si accede per censo, e non è concesso l'ingresso a chi non ha il certificato penale dei carichi pendenti pulito. Si entra se si vuole cominciare un percorso che noi chiamiamo iniziatico, è un metodo di vita che dovrebbe aiutare i fratelli a migliorare se stessi, Dio solo sa quanto è difficile, e fornire uomini che contribuiscano a migliorare la società. Se guarda la lista dei fratelli che hanno fatto la storia della massoneria, da Garibaldi che è il massone più famoso del mondo ma anche l'italiano più famoso, a altre persone, hanno tutti contribuito al progresso dell'umanità grazie al metodo imparato nelle logge. Oggi è utile? La massoneria non si può occupare di due cose e lo deve guardare strettamente questo dettato, non si può occupare di politica: partiti, correnti, gruppi non è il suo mestiere anche perché naturalmente all'interno della massoneria ci possono essere cittadini che votano in maniera diversa. Non si può occupare di religione e a differenza di quanto si crede una delle cose impedienti per entrare in massoneria è la dichiarazione di ateismo, perché il massone deve credere in un ente supremo poi se lo dipinge come gli pare, non a caso in una stessa loggia ci possono essere cristiani, ebrei e musulmani. Comunque di queste due cose la massoneria non si deve occupare. Fornisce un metodo, soprattutto all'interno delle logge, che dovrebbe portare a identificare i massoni nella società senza bisogno di distintivi e di liste comparse sui giornali, semplicemente per il modo in cui si comportano. Un buon massone è un buon cittadino.

E si conferma oggi la partecipazione alle logge da parte di persone di diverso credo, idee politiche e censo?
Certo, non solo, io… è noto, sono stato funzionario del Partito Socialista e amministratore di questa città di quella parte, naturalmente nessuno mi avrebbe mai potuto dire in loggia di votare un altro partito, avrebbe commesso grave colpa massonica. Le due proibizioni servono soprattutto per noi, sia chiaro, è una forma di rispetto, se uno va in chiesa, va in moschea o in sinagoga a me non interessa, non glielo domando nemmeno. Chi entra in massoneria deve credere in un ente supremo che noi definiamo con una sigla che significa “Alla gloria del grande architetto dell'universo” e tutti i documenti della massoneria iniziano con quella sigla. Quando la massoneria ha avuto delle deviazioni ne ha pagato duramente le conseguenze come ha pagato duramente le conseguenze della P2.

L'ambiente massonico è stato fino agli anni settanta in Italia,
prettamente maschile, poi sono nate le prime logge femminili e ultimamente, nel 2011, la massoneria femminile è arrivata anche a Livorno, tra l'altro ho letto il relativo articolo del quotidiano Il Tirreno e ho appreso che ne fa parte anche sua figlia, cosa pensa della massoneria femminile?
Una regola del 1717 dettata dalle quattro logge che formarono la Gran Loggia di Inghilterra prevedeva la partecipazione alla massoneria di soli maschi adulti, le logge miste sono per noi vietate. Ci sono in Italia obbedienze rispettabili che hanno logge miste, io ritengo che la massoneria debba confermare la regola che non può esser cambiata dalla massoneria italiana, ma potrebbe farlo solo la Conferenza delle Massonerie, questa questione non è però all'ordine del giorno. Se devo esprimermi personalmente, basandomi sull'esperienza di quarantaquattro anni di appartenenza al Grande Oriente, io ritengo che sia giusto che ci sia una massoneria solo maschile e una solo femminile. Anche quest'ultima arriva dalla Francia è attiva da alcuni anni in Italia ed è arrivata a Livorno dove c'è un gruppo di donne che hanno le nostre stesse regole, lavorano probabilmente più diligentemente di noi, come spesso avviene, ma sono solo donne. Ritengo questa sia la formula del futuro.

Una curiosità, voi avete un luogo chiamato Sala dei Passi Perduti, in Parlamento c'è il Corridoio dei Passi Perduti, meglio conosciuto come Transatlantico e si dice che sia in realtà questo il luogo dei veri lavori e non l'aula, perché è qui che avvengono gli incontri più significativi tra i politici. C'è qualche analogia nell'utilizzo dei due luoghi?
La Sala dei Passi Perduti è il luogo che precede l'ingresso al Tempio, qui i massoni per entrare devono mettersi il grembiule che li rende identificabili per colore in base al loro grado. Accade che qui si parli, anche perché nel Tempio si parla solo se il Maestro Venerabile ti dà la parola, questo vale per i dirigenti nazionali come per l'ultimo apprendista. Noi siamo una organizzazione iniziatica con delle regole e delle ritualità che sono fondamentali per la massoneria. Nella Sala dei Passi Perduti i fratelli posano la valigetta, si mettono in ordine con grembiule e guanti perché senza e se non vestiti adeguatamente non possono entrare nel Tempio in quanto per noi è sacro nella misura delle persone che ci stanno dentro.


Back to Top redazione@granducato.com art.n°-112