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Il primo giorno dell'ACCADEMIA NAVALE

andrea A.
Posted on 18/01/2012 23:14:53



Oggi con i sistemi d’informazione che sono alla portata di tutti, è possibile conoscere in ogni momento tutto ciò che riguarda la formazione, la vita e la storia di questo grande, importante e prestigioso Istituto di formazione e di cultura rinomato non solo in campo nazionale ma anche in quello internazionale.
La storia della nascita di questo Istituto trae origine dalle vicissitudini successive alla proclamazione del Regno d’Italia – 17 marzo 1861 – e alla contemporanea nascita della Regia Marina. In particolare, gli eventi politici e sociali che si sono manifestati in seguito alla Proclamazione dell’Unità d’Italia, per circa vent’anni, hanno concorso in maniera decisiva, a ricercare una nuova formula per formare gli Ufficiali. Sicuramente, era necessario riunire le esistenti Accademie in un’unica e trovare un luogo geografico pienamente adatto. Questa formula si dimostrò vincente in breve tempo facendo così, di fatto, decadere il separatismo regionale che nel precedente ventennio aveva, purtroppo, alimentato effetti nocivi nella formazione degli Ufficiali. La scelta cadde sulla città di Livorno.
Domenica 6 novembre 1881, si rese concreta tale aspirazione e con la pronunziazione del discorso fatto dall’Ammiraglio Del Santo, primo Comandante dell’Accademia Navale, alla presenza del principe Tommaso di Savoia, duca di Genova, allora Capitano di Vascello, designato quale rappresentante della famiglia Reale a presenziare alla cerimonia, è inaugurata la nuova sede dell’Istituto. Per l’occasione, nel porto di Livorno era giunta e vi sostava la fregata Vittorio Emanuele sulla quale la Divisione di Napoli aveva terminato la Campagna d’istruzione.
L’importante, agognata e significativa cerimonia si tenne presso i locali del refettorio, che in seguito saranno destinati all’uso della biblioteca. Le celebrazioni ebbero inizio alle ore 1100 alla presenza del Senatore Generale Cucchiari e del Senatore Generale Grixoni e del Professor P. Mantegazza, altre alte personalità invitate per l’occasione e il Sindaco di Livorno avv. Olinto Fernandez, che in seguito diventerà il primo insegnano dell’Accademia in Diritto Internazionale; il Sindaco in tale occasione tenne a esprimere nella sua allocuzione, il grande onore e la soddisfazione di poter ospitare il prestigioso Istituto di formazione nella città di Livorno. Ricordò che già suoi predecessori, nell’anno 1868, avevano fortemente auspicato tale scelta e per l’appunto, scrivendo al Ministro della Difesa di allora si esprimeva “ciò che massimamente sta a cuore al Municipio di Livorno si è che venga sancito il principio che in questa città abbia vita il progetto dell’istituzione dell’Accademia Navale”. Il desiderio era talmente forte che prevedeva la possibilità di cofinanziare l’impresa di costruzione della nuova Accademia con la somma di £ 50.000.
Fu quindi letto, da parte del Comandante dell’Accademia Navale Contrammiraglio Andrea Del Santo, il processo verbale con cui si determinava la costituzione dell’Istituto ed era,quindi, formalizzato con la firma da parte delle Autorità presenti e preposte.
Al termine delle celebrazioni vi fu la rassegna degli Allievi e di una rappresentanza dell’Equipaggio di nave Vittorio Emanuele da parte del Principe Tommaso di Savoia che per l’occasione visitò, anche, le strutture logistiche dell’Istituto.
Il giorno seguente, lunedì 7 novembre ebbe inizio il primo corso nel quale confluirono i vincitori del concorso, svoltosi a Livorno - posti a concorso quaranta, partecipanti centotrentacinque, ammessi solo trentanove - e gli Allievi delle tre classi della Divisione di Napoli dando così origine al primo Corso Normale dell’Accademia Navale.
La nuova Accademia aveva la necessità di porre in essere interventi correttivi derivanti dalla riunificazione delle Accademie. Furono rivisti e riscritti gli ordinamenti e i regolamenti. In particolare è da annoverare la “riforma disciplinare” studiata e realizzata dall’Ammiraglio Fincati – succeduto in Comando al Contrammiraglio Del Santo – che soppiantava i vecchi sistemi educativi ereditati dalla Regia Scuola di Marina del Regno di Sardegna che prevedevano punizioni basate sulla limitazione del vitto e la privazione della libertà.
Furono, invece, introdotte punizioni di carattere morale, individuando nel metodo emulativo e della ricompensa gli elementi che avrebbero creato più stimoli nei giovani provenienti da diverse realtà sociali e che si affacciavano per la prima volta alla vita militare.
Altra riforma d’importante significato, che si collega e completa quella attuata dall’Ammiraglio Fincati, fu quella studiata e attuata dall’ Ammiraglio Lovera de Maria – succeduto in Comando al Contrammiraglio Fincati – che aggiornava il regolamento disciplinare introducendo, anche, la punizione del “piantone con la carabina”, “prigione semplice e di rigore”, tutto sotto una forma meno restrittiva rispetto a quelle della Marina Sarda. Mantenne anche i “punti di premio” introdotti dal suo predecessore. Istituì, inoltre, i luoghi denominati “punti di castigo” dove si scontavano le punizioni nei soli giorni di giovedì e domenica, in altre parole erano dei semplici turni di consegna. Incoraggiò lo spirito di emulazione fra gli allievi e mantenne il distintivo delle “Cifre reali” in oro con o senza corona da ricamarsi sul braccio sinistro dell’uniforme già previsto nel regolamento del Fincati.
Queste righe hanno voluto ripercorrere. Con molta sintesi, gli eventi che ho ritenuto più indicativi nella storia della nascita e dei primi passi fatti dall’attuale Accademia. Le trasformazioni successive, che sono avvenute naturalmente nel tempo, sono state quasi temporalmente consequenziali all’evoluzione della società.
Adeguamenti che hanno fatto crescere l’importanza della formazione per le nuove generazioni di Ufficiali secondo progetti culturali di livello universitario e formativi tali da potersi interfacciare con le altre Forze Armate consentendo, ai giovani Ufficiali, di poter ricoprire compiti sempre più importanti e complessi richiesti dal nuovo assetto politico e strategico mondiale.
Ancora oggi si rivive la volontà che l’Accademia Navale rimanga il luogo preposto alla formazione di tutti gli Ufficiali della Marina Militare sia in servizio permanente effettivo che di complemento (ora in ferma prefissata).
La nascita dell’Accademia Navale è per ogni Ufficiale della Marina Militare, la genesi di una nuova famiglia e di una “madre”.
Ogni Ufficiale vi rimane fortemente e indissolubilmente legato; vincolo che dura tutta una vita, anche quando non si è più in servizio attivo. S’instilla in ognuno di noi come linfa vitale alimentata dai ricordi dei momenti più o meno splendidi che hanno contraddistinto la carriera e di riflesso che hanno coinvolto anche i nostri familiari.
Momenti pieni di emozioni che hanno forgiato il carattere di ogni Ufficiale di Marina di ogni generazione. L’Accademia con i sui insegnamenti e con quelli dei suoi grandi eroi e personaggi, che hanno dato lustro alla F.A., ha trasmesso in ognuno di noi quel forte attaccamento che, come nel mio caso dopo avervi prestato servizio per 42 anni, continua a vivere e si ravviva con tanta insistenza ed emozione, ogni qual volta ci si ritrova in Accademia con i compagni di corso a festeggiare il tempo passato, ripercorrendo il Viale dei Pini, transitando in Galleria Allievi, visitando il Parlatorio, onorando i nostri defunti nella Cappella, attraversando il Piazzale Allievi e guardando la scritta Patria ed Onore e riabbracciando simbolicamente il Brigantino.
Si ritorna magicamente indietro nel passato con il ricordo, allora giovani, oggi un po’ meno, e l’atmosfera che si respira fa scattare in ognuno di noi, immediatamente, un brivido di avvincente commozione che percorre tutto il corpo e ci fa stringere il cuore dall’emozione come il primo giorno di Accademia.
Grazie Accademia Navale per gli insegnamenti che ci hai dato e grazie alla Marina Militare che ci ha consentito di compiere questo lungo, bellissimo e appassionante percorso di vita.





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