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Le ACLI per la sicurezza dei lavoratori

 

Nello spiegare i motivi dell’azione sociale delle ACLI avevamo scritto nello scorso numero del “Pentagono” che uno di questi è la “fedeltà” verso il mondo del lavoro e dei lavoratori.

Una fedeltà che consiste sia nell’essere vicini ai lavoratori quando richiedono il rinnovo economico dei contratti, sia nel dar loro dei servizi efficienti, sia nel portare alla ribalta i problemi emergenti del lavoro attraverso convegni di studio e gli approfondi-menti tematici.

 

Vogliamo ricordare, qui a Livorno, il convegno di studio che si è tenuto il 29 settembre presso il circolo Acli Pio X di Borgo Cappuccini ( e il “Penta-nono” ne ha dato notizia nel numero 10 dello scorso ottobre), in cui nella tradizionale inizia-tiva dei “diritti in piazza” si è privilegiata la tematica del “Lavoro sicuro”.
 

Ripensando oggi, con dolore e sdegno, a quello che è poi succes-so, cioè l’incidente di Torino alla Thyssen Krupp-Acciaierie Terni, che ha stroncato le vite di sette lavoratori, possiamo dire che, purtroppo, siamo stati dei facili profeti! Nell’occasione del convegno la Vice-presidente della Provincia, Monica Giuntini, aveva sottolineato i dati, numericamente preoc-cupanti, delle morti e degli incidenti sul lavoro.  Il direttore dell’INAIL, Rocco Del Nero, aveva  stigmatizzato il fatto che in quella stessa giornata tre o quattro lavoratori erano destinati a perdere la vita e la direttrice del Patronato Acli, Cecilia Pamio, evidenziava che il numero dei lavoratori che avevano subito un incidente nel corso dell’anno, era pari a quello della popolazione dell’Umbria.

 
Il Cardinale di Torino, Poletto, nel fare le esequie per la morte del settimo lavoratore, ha detto: “Abbiamo il dovere di pretendere che il posto di lavoro sia un posto dove chi lavora e fatica non debba compromettere né la vita né la salute”. E’ una valutazione che ci vede pienamente concordi, si deve dare piena attuazione al dettato costituzionale che prevede per ciascun lavoratore il diritto ad un lavoro sicuro come base di una vita famigliare e sociale dignitosa. A questo proposito il Presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, è intervenuto dicendo che il lavoro è diventato il fenomeno di maggior destabilizzazione della sicurezza sociale nel nostro paese, le imprese hanno un grande compito e una grave responsabilità: non possono più continuare a considerare i lavoratori solo come un “costo”, dimenticando la loro dignità di persone e il loro valore come risorsa.
 

Dato che -come ha spiegato Olivero- “le leggi ci sono, anche buone, ma per la loro corretta applicazione aspettiamo da nove mesi i decreti attuativi del testo di legge.

E' inutile che si facciano le leggi quando poi manca la volontà di farle valere.

In questo caso, chiarezza e concretezza, potrebbero far risparmiare tante vite umane per il futuro.

                                                                                                                                             Gi. Gi. 

 

 


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