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Organizzazione Ecclesiastica del territorio livornese (X - XV sec.)

 

Organizzazione Ecclesiastica del territorio livornese (X - XV sec.)

Il territorio livornese  illustrato nella cartina era  interessato da 6 pievanie: Livorno, Limone, San Lorenzo in Piazza, Vicarello, Ardenza e Camaiano. La pievania faceva capo a una pieve, la cui caratteristica fondamentale era  l’esistenza del fonte battesimale. Nella pievania potevano esserci anche una o più cappelle, nelle quali venivano svolte alcune funzioni religiose, quali messe, matrimoni, funerali ecc. Possiamo dire che in generale nei secoli X-XV la cultura religiosa era totalizzante: qualsiasi atto o avvenimento di rilievo era preceduto, formalmente, da una invocazione religiosa, anche i contratti di compravendita si aprivano con la formula “in nome di Dio” e le adunanze dei cittadini del Comune si tenevano in chiesa. Tuttavia fino al secolo XV la Chiesa non tenne un atteggiamento oppressivo nei confronti della popolazione; laddove, come a Nugola, l’arcivescovo mantenne in parte i diritti di giurisdizione penale sui cittadini, le pene comminate per reati anche gravi sembrano oggi miti, per esempio per aver ferito un uomo in una rissa con un colpo di mazza alla testa, al reo furono sequestrati due buoi; per un omicidio, il colpevole fu punito con un imprecisato danneggiamento della casa. Solo con la Controriforma l’atteggiamento ufficiale della Chiesa mutò in senso più restrittivo e oppressivo, ma questo sarà oggetto di un prossimo articolo.    

Le notizie delle strutture ecclesiastiche sono state elaborate dai registri delle Decime del 1275-7 e 1296-7, nonché dai registri degli estimi dell’arcivescovado di Pisa degli anni 1371 e 1421. Rimanendo nell’ambito di Livorno, la prima testimonianza di una pieve si ha nell’anno 868, quando compare in una pergamena  la pieve di San Paolo a Villamagna (Ardenza). Si passa poi alla chiesa di Santa Giulia che viene ricordata  nell’anno 891, quando era ancora una cappella e non ancora una pieve. Nei secoli successivi le notizie aumentano e così ci possiamo fare un quadro preciso della situazione ecclesiastica del nostro territorio.In un primo tempo a Livorno esistevano due pievi, San Paolo a Villamagna e Santo Stefano (de Carraia oggi detto ai Lupi). Verso la fine del X secolo  Santo Stefano fu abolita e il suo territorio suddiviso in due pievanie, Santa Giulia di Livorno e San Giovanni di Limone (oggi Limoncino). Possiamo sapere dove era collocata Santa Giulia da una pianta originale del Buontalenti, conservata a Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, dove viene indicata  una Santa Giulia diruta, cioè rovinata, nelle immediate vicinanze  dell’attuale piazza Guerrazzi. Nella pievania di Santa Giulia di Livorno, verso il 1150 fu fondata una cappella, Santa Maria,  per servire alle esigenze del Castello di Livorno e vicinissima ad esso, nella attuale piazza del Pamiglione. Subito dopo il 1200  Santa Maria e Santa Giulia furono unificate, l’edificio di Santa Giulia fu abbandonato e la funzione di pieve passò all’edificio di santa Maria. Nel 1525 i Medici fecero radere al suolo santa Maria, per creare uno spazio libero davanti alla Fortezza (attualmente Fortezza Vecchia). Il titolo di pieve passò alla chiesa di sant’Antonio, che era   nei pressi dell’attuale Prefettura. L’attuale chiesa di Santa Giulia  è del ‘600 e nacque come sede di una Confraternita, detta di Santa Giulia e del Santissimo Sacramento.

 

 

 


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