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Nino Costa - Il paesaggio dell'anima

 

Nino Costa - Il paesaggio dell'anima - 
Da Corot ai Macchiaioli al Simbolismo

 Gli appassionati d’arte possono approfittare del periodo estivo per visitare la mostra dedicata a Nino Costa allestita nelle splendide stanze di Castello Pasquini a Castiglioncello. Il forte legame tra la località di villeggiatura, grazie al mecenate Diego Martelli che qui soggiornava nel periodo estivo, ed i Macchiaoli è indissolubile e fondamentale. Sono più di novanta le opere esposte, suddivise in cinque sezioni espositive, attraverso le quali ci è possibile comprendere i diversi sviluppi artisti di Nino Costa, pittore romano, che negli anni ’50 del 1800 si avvicina alla pittura dei paesaggi dal vero, ispirato alle splendide opere di Corot. Grazie all’ausilio dei pannelli esplicativi, il percoso si rivela molto interessante e comprensibile anche a coloro i quali non conoscono in modo approfondito questo periodo storico dell’arte.

L’incontro di Nino Costa con i Macchiaioli avverrà nel 1859 a Firenze, nonostante esistesse un forte sodalizio artistico tra Fattori e Costa, quest’ultimo non aderì mai completamente alla causa dei Macchiaoli, alle loro battaglie sociali nella raffigurazione dei più deboli, Costa era un idealista e la sua arte era caratterizzata dal sentimento, da un’aurea nobile e raffinata. Nel 1862 soggiorna Parigi, dove ha modo di entrare in contatto con il suo ispiratore artistico, Corot, frequentando assiduamente il suo studio. Corot nel corso degli anni era passato dalle atmosfere nitide degli anni italiani a quelle più soffuse e vaporose, anticipazioni di un periodo onirico pre-simbolista.    Nel 1863 Costa è a Londra, qui si avvicina all’ambiente dei pre-raffaelliti che ritiene però troppo lontano dalla sua visione del vero. Il suo rapporto con l’Inghilterra non è terminato, successivamente, a Roma nel 1883, crea un sodalizio artistico con Howard, Richmond e Corbet chiamata “Scuola Etrusca” amata e osannata a Londra che decreterà il suo successo. Da questo movimento nascerà poi nel 1885, grazie a Costa, “In arte libertas” un’associazione artistica della quale fa parte anche Giulio Aristide Sartorio, con lo scopo di rinnovare   l’ambiente artistico     italiano,  di svecchiarlo   e portarlo  verso una  lettura simbolista della natura, quella del “paesaggio dell’anima”, un paesaggio immaginario non ispirato alla realtà della natura ma alla sua fantasia, alla sua idealizzazione.

La mostra nata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il Patrocinio della Regione Toscana e promossa dal Comune di Rosignano Marittimo in collaborazione con la Galleria Nazionale d’arte Moderna di Roma è visitabile fino al 1 novembre 2009, con orario estivo dalle 16 alle 24 e dal 1 novembre dalle 9 alle 19, chiusa il lunedì, catalogo edito da Skira.

 

 

 


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