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Speciale Venezia: La Pescheria Nuova

LA PESCHERIA NUOVA
 
…Vi cade anche la considera-zione che fabbricandovi la pescheria nel nuovo accrescimento si attirerà il popolo in quella parte della città che è in oggi meno abitata et in conseguenza si animeranno i cittadini alla compra di siti che restano et a terminare le fabbriche già disegnate …  né si può dire riuscirà lontana mentre in qualsivoglia parte di Livorno non si dà lontananza essendo la città unita in regolato giro et i pescatori entrano dalla bocca del porto con le loro barche, anderanno con il comodo dei canali a scaricare il pesce pochi passi distante dalla nuova pescheria…  Così scriveva il generale Dal Borro, Governatore della città, al segretario Panciatichi elencando i vantaggi di una nuova pescheria da costruire nel quartiere della Venezia, sorto per sua volontà alla fine del ‘600 dallo smantellamento di parte della Fortezza Nuova ridotta così ad un unico baluardo (baluardo S. Francesco).

La vecchia pescheria si trovava in piazza del Villano, le strutture ormai fatiscenti e la crescita della popolazione di Livorno rende-vano  urgente la costruzione di una nuova pescheria.

I lavori per la realizzazione della nuova fabbrica iniziano nel 1699;  le scelta del sito fu determinata dalla vicinanza con i canali (i fossi), facilitando così le operazioni di carico e scarico, inoltre la concentrazione in un unico spazio di pescatori e commercianti facilitava le operazioni di controllo dei funzionari granducali.

 

In questa vecchia e rara immagine vediamo a destra il palazzo della Pescheria Nuova e sullo sfondo la Corte d'Assise, oggi non più visibile a causa dell’innalzamento del muro di recinzione della vecchia caserma dei Vigili del Fuoco.

 

La prima idea fu quella di realizzare una semplice tettoia sotto la quale si dovevano le tavole di marmo per la vendita del pesce.

L’architetto Giovan Battista Foggini progetta (seguendo l’esempio di analoghe strutture presenti a Pisa ed a Firenze) una fabbrica più complessa con ampi pilastri che sorreggono una copertura a volte e completata da un piano adibito a magazzini.

Costruita nel 1705 la Pescheria Nuova aveva tre lati con ampi portici, retti da solidi pilastri di ordine dorico. Questo palazzotto non fu demolito, bensì incorporato nella vecchia sede della caserma dei Vigili del Fuoco,  sulla facciata della caserma esiste sempre la tabella toponomastica di piazza della Pescheria Nuova.

 

 

Non lontano da qui si trovava l'osservatorio Geodinamico del Comune, che fu diretto per tanti anni dall'indimenticato professor Giuseppe Schiavazzi, naturalista ed entomologo di grande valore.

Le strade intorno hanno tramandato nel tempo il ricordo della Pescheria: piazza e via della Pescheria Nuora, via dei Pescatori, scali del Pesce  tutte ben descritte dal Piombanti nella Guida storica ed artistica della città e dintorni di Livorno – Forni - 1903:

Pescatori (v. dei), già via della Pescheria nuova, e prima via delle belle donne; mette in comunicazione la via Giordano Bruno colla piazza della Pescheria nuova. C'è il premiato stabilimento di Arti grafiche S. Belforte e C. che esiste a Livorno fino dal 1834. Questa ditta ha pure una libreria in via Vittorio Emanuele n. 60.

Pesce (s. del), principiano in via Borra e giungono in via Giordano Bruno; ci portano dal vicino fosso il pesce per la pros­sima pescheria. Al n. 3, nel palazzo già Bartolommei, dove fu anco il tribunale, ora ci sono:  la R. Intendenza di finanza, l'amministrazione del registro e del demanio, degli atti civili e delle successioni, degli atti giudiziari, del bollo straordinario, delle ipo­teche, delle imposte dirette e del catasto.

Nella facciata si legge: Qui dove insigni italiani e stranieri convennero a farle onore, Angelica Palli, consorte al generoso e prode Giovan Paolo Bar­tolommei, dieci lustri abitò. - Di canti, sovente improvvisi, tro­vatrice inspirata, animo alto, gentile, forte oltre il sesso nelle sven­ture, insegnò alla donna come la patria si ami, al dovizioso dignità e temperanza. 1877.

Pescheria nuova (p. della), rimane di fianco al Tribunale, in faccia al palazzo della Corte di assise. L'architetto Giov. Batta Foggini vi eresse nel 1705 un edilizio quadrilatero, a tre navate di fronte e sette laterali, pel ricevimento e la vendita del pesce, delle quali oggi tre son chiuse e ridotte a magazzini. Il pesce, al pubblico non si vende più qui, ma si distribuisce ai pesciaioli, che lo smerciano al mercato e per le vie.

 


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