|
web-page inserita da: Ermanno Volterrani | evolt@interfree.it |
|
Speciale Venezia: Il ponte di San Giovanni Nepomuceno |
|
Il ponte di San Giovanni Nepomuceno, l’acceso al quartiere Venezia La collocazione del monumento risale al 1739 allorché Francesco I, fra i Lorena colui che ereditò la carica di Granduca di Toscana a seguito della decadenza della famiglia dei Medici, e Maria Teresa d’Austria, accompagnati dall’Imperatore Carlo VI di Asburgo, vennero in visita alla nostra città. Il santo, il cui nome originario era Jan di Nepomuck, è ritenuto il protettore dei confessori e di chi è in procinto di annegare o, comunque, di chiunque abbia a che fare con calamità legate all’irruenza dell’elemento idrico, marosi, alluvioni e quant’altro; non è raro, in tutta Europa, imbattersi in una sua effige proprio sul colmo di un ponte fluviale. Anche se è possibile trovarne uno sul ponte Milvio a Roma, il monumento dedicato al Santo di gran lunga più noto si trova sulla spalletta del ben più celebre ponte Carlo, sulla Moldava, che collega il centro storico di Praga con il quartiere di Malastrana, sulle pendici della collina che ospita il castello. Ed è proprio nella capitale ceca che vanno ricercate le origini del santo a cinque stelle, se non come nascita, almeno come opera. Jan di Nepomuk nasce in Boemia, per l’appunto, nell’omonimo borgo ad una trentina di chilometri da Pilsen e, al termine degli studi presso l’Università di Praga, assume la carica di Notaio della Cancelleria Episcopale. Canonico nella chiesa di S. Egidio di Praga, parroco di San Gallo e, successivamente canonico della cattedrale minore dei SS. Pietro e Paolo, sulla collina di Vysehrad, approda finalmente alla cattedrale di San Vito ed assume la presidenza del Tribunale Ecclesiastico ed il vicariato generale dell’arcivescovo della capitale ceca. Le notizie, a questo punto si fanno contrastanti tuttavia pare che Giovanni diventi il confessore privato della Regina Giovanna di Baviera, moglie di Venceslao IV, Re di Boemia ed Imperatore del Sacro Romano Impero, il quale avrebbe preteso, senza successo, di conoscere il contenuto delle confessioni della consorte. Al diniego del religioso, fedele al segreto della confessione, il re avrebbe ordinato che fosse messo in catene e gettato nella Moldava, dove egli sarebbe morto per annegamento. Secondo altre fonti, il Re avrebbe disposto la tortura e la condanna a morte di quattro altissimi esponenti dell’arcivescovado, compreso Giovanni, a seguito dell’elezione dell’abate di Kladrau avvenuta contro la sua volontà. Di certo c’è l’annegamento del povero Giovanni, il 20 marzo 1393, ricordato da una lapide ai piedi della statua sul ponte Carlo, oggetto di adorazione dei cittadini cechi (i più anziani si tolgono addirittura il cappello, al suo cospetto). La santificazione risale al 19 marzo 1729 per opera di Papa Benedetto XIII mentre l’Arcivescovo ceco dichiarò il 1993, seicentesimo anniversario della morte, “anno di San Giovanni Nepomuceno”. Nella nostra città, un’iscrizione quasi illeggibile, ai piedi della statua, ricorda la cerimonia della sua deposizione: "D.O.M.D. Joanni Nepomuceno Pragae canonico presbytero, sanctitati martirique laurea illustri, sacramenti poenitentiae arcani assertori constantissimo, a maximis pontific. Benedicto XIII et Clemente XII summis affecto honoribus, quod eum alter sanctis martyrib. albo adscripsit, alter illius in |