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Tra passione e tradizione nasce il Teatro dell'opera di Livorno

 

 Riscoprire il melodramma: 8 rappresentazioni in programma al Teatro Quattro Mori e al Grand Hotel Palazzo

Livorno città di mare e di passioni, è pronta ad accogliere una scommessa tutta nuova che affonda le radici nella tradizione lirica, un patrimonio che le appartiene da sempre e rivive nel nome degli artisti livornesi che hanno fatto la storia del melodramma. Il Teatro dell’Opera di Livorno è un progetto privato che si propone attraverso costi contenuti di allestimento, una produzione qualificata di 8 opere. “Un’iniziativa ambiziosa, che ha lo scopo di riportare alla luce il valore dell’opera e del melodramma che da sempre fanno parte delle tradizioni della città. L’obiettivo è riavvicinare o avvicinare la città all’opera” - dice Mario Menicagli coordinatore del progetto.

Ad ospitare una parte delle rap-presentazioni teatrali sarà il Teatro 4 Mori, una scelta compiuta sulla base della rappresentatività del teatro per la città, ma anche per motivi legati al rapporto capienza costi, per questioni tecniche saranno apportati alcuni accorgimenti che ovvieranno all’assenza della buca d’orchestra.

Per la stagione estiva il luogo della rappresentazione teatrale potrebbe essere il giardino del Grand Hotel Palazzo, che già in passato ha fatto da sfondo all’opera.

La forte passione per la lirica ha dato slancio all’iniziativa, in tempi di crisi, dove la cultura non rappresenta più un elemento  di investimento, questo

progetto vuole essere un segnale positivo e di speranza” - spiega Mario Menicagli che è direttore dell'istituzione comunale "Clara Schumann" di Collesalvetti.

Il cartellone prevede rappresentazioni da aprile a dicembre delle opere che sono: Cavalleria Rusticana, Tosca, Il Barbiere di Siviglia, Amica, La Traviata, Madama Butterfly, Rigoletto e La Bhoeme. Con Mario Menicagli che è coordinatore del progetto, fanno parte dell’organizzazione artistica: David D’Alesio responsabile dell’Orchestra Massimo De Bernart, Emanuele Gamba per il settore allestimenti e Carlo Morini responsabile del cast e dei cori. A fare gli onori di casa non poteva che essere Cavalleria Rusticana, il 15 aprile alle 21 al Teatro 4 Mori. Una trama coinvolgente che s’ispira all’omonima novella di Giovanni Verga, una storia di amore e gelosie ambientata nella Sicilia del secondo ‘800. L’opera, del 1890, ebbe all’epoca un grande successo, basti pensare che alla morte di Mascagni, nel 1945, era stata rappresentata solo in Italia più di 14mila volte. Successo che, nonostante tutto, continua ancora oggi grazie agli indimenticati talenti labronici come quello di Mascagni, Giovanni Targioni Tozzetti e Guido Menasci che scrissero il libretto. Interpreti in Cavalleria Rusticana sono: Claudia Marchi, Francesco Medda, Alessandro Paliaga, Maria Cioppi e Giorgia Bertagni. Come di rito ad ogni opera la sua immagine, quindi il maestro Alberto Fremura realizzerà 8 originali tavole ad olio.

Mario Menicagli con gli altri organizzatori artistici vive già da alcuni anni una realtà simile attraverso la progettazione del “Festival Mascagni d'Estate” a Collesalvetti, un progetto unico in Italia, che peraltro di interfaccerà con il “Teatro dell'Opera di Livorno”.  Importante la partecipazione di Sky classica che seguirà l'iniziativa con spot pubblicitari e dedicherà spazi al Teatro dell'Opera di Livorno anche sul suo magazine.

Al termine della conferenza stampa abbiamo avvicinato Mario Menicagli, il quale gentilmente ci ha concesso una breve intervista:

Il Teatro dell'Opera di Livorno diverrà un appuntamento fisso in città? Si espanderà sul territorio?

 

Il progetto nasce con lo spirito di offrire la possibilità a tutti di assistere con più frequenza all'opera, dato che i tagli hanno fatto sì che la produzione lirica si ridimensionasse. Lo sforzo di noi organizzatori è notevole perché tentiamo, con l'uso di mezzi limitati, di mantenere un livello dignitoso, non si può dire che il percorso sarà facile, ma con l'ausilio della comunicazione continueremo a costruire e consolidare il teatro dell'opera nel tempo e proveremo ad esportarlo con le repliche in buona parte del territorio toscano.

Alla luce degli ultimi tagli al settore cultura, qual è la situazione delle produzioni liriche nei teatri italiani?

 

“Il problema di fondo dei teatri è sempre stato quello di sopravvivere e in questo momento tale aspetto si è accentuato, dato che un ulteriore taglio  ai   finanziamenti 

sta facendo vacillare un equilibrio già precario. Le spese che comporta un teatro sono notevoli senza contare quelle legate alla produzione, comunque il teatro è sempre andato avanti anche in momenti di crisi. Per cui teatri e con essi pure i  conservatori dovrebbero rimboccarsi le maniche e cercare alternative per reagire alla crisi senza diminuire le loro produzioni.

La mancanza di manager di qualità all’interno di molte grandi istituzioni, soprattutto in periodi di scarsità di contributi, si sta comunque facendo sentire.”

 

Il progetto prevede iniziative che coinvolgano i giovani attraverso le scuole, in modo che anche loro conoscano il teatro e l'opera?

“Non abbiamo iniziato da subito con queste attività per motivi organizzativi comunque in autunno prossimo abbiamo in programma alcune iniziative in colla-borazione con le scuole, perché i più giovani vengano a conoscenza di questo mondo in modo che non rimanga una cosa lontana da loro. Per fare tutto questo però non bastano solo i ragazzi, dietro ci deve essere un lavoro di educazione all'ambiente teatrale, che non deve coinvolgere solo la scuola, ma anche le famiglie che rappresenta il primo nucleo educativo.”

 

Quali sono le aspettative degli organizzatori rispetto al progetto? Com'è cambiato il valore dell'opera a Livorno negli ultimi 50 anni?

“Per ora non facciamo previsioni azzardate, per dire se il progetto avrà avuto fortuna o meno ci siamo dati la scadenza di un anno durante il quale sonderemo il terreno, in base a questo potremmo fare previsioni per il futuro e pensare alla prossime stagioni del Teatro dell'Opera di Livorno.

Purtroppo siamo di fronte ad un processo involutivo per quanto riguarda il  pubblico che negli ultimi anni ha tralasciato l'opera per la TV e per altri “svaghi”, e di conseguenza anche l'offerta culturale si è ridimensionata. Livorno gode però di una buona tradizione e per fortuna ha ancora uno zoccolo duro di appassionati. Parlando dell'opera non bisogna pensare ad un genere d'élite, infatti, il nostro progetto si propone di passare un messaggio che è quello di avvicinarsi all'opera come genere culturale che merita rispetto, ma che non viene dall'alto per cui di più facile approccio.”

 

Ricordiamo il secondo appuntamento con Tosca di Puccini mercoledì 27 maggio al Teatro 4 Mori con inizio spettacolo alle ore 21:00. La prevendita biglietti, dal 26 marzo, al Teatro 4 Mori, al Circolo Musicale “Galliano Masini” in p.za Manin, 8, alla ricevitoria Toto Terzo in. p.za Mazzini, 81  al chiosco del centro commerciale Fonti del Corallo e al Caffè Paradiso in Via Maggi, 113 a Livorno.                                                             


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