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La battaglia navale nelle acque di Livorno - 14 marzo 1653

 

the battle of Leghorn, march 14 1653, (johannes lingelbach, 1660) - questo splendido dipinto, conservato nel rijksmuseum di amsterdam offre una rappresentazione, ricostruita attraverso le testimonianze raccolte dall’autore,  della battaglia di livorno, in primo piano possiamo riconoscere il molo cosimo e sulla sinistra, inconfondibile,  il fanale.

La prima guerra anglo-olandese

Ricostruzione della battaglia navale nelle acque di Livorno il 14 marzo 1653

 

Alle origini del conflitto c’era il progressivo affermarsi, nella prima metà del XVI sec. del commercio mondiale degli olandesi e della conseguente concorrenza alla flotta mercantile inglese. Per contrastare questo successo gli inglesi , dopo il fallimento di una missione diplomatica, intrapresero una guerra economica, il Rump Parliament (il parlamento di Londra) promulgò un Atto di navigazione che vietava l'accesso in Inghilterra di qualsiasi merce che non fosse trasportata o da naviglio inglese o da naviglio appartenente al Paese di provenienza delle merci stesse.

Questo Atto di navigazione favoriva chiaramente lo sviluppo della marina mercantile inglese a discapito di quella Olandese, che di  fatto veniva esclusa dai traffici marittimi.

Per di più era proibito agli stranieri il piccolo cabotaggio ed i capitani inglesi avevano il diritto di ispezionare tutte le navi per controllare l’eventuale contrab-bando.  Il trasporto di merci di origine straniera  rappresentava per gli olandesi la maggior fonte economica della nazione quindi in risposta all’Atto di navigazione furono costretti a proteggere le loro navi commerciali facendole scortare da navi da guerra.

E’ del maggio del 1652 il casus belli che scatenò la prima guerra anglo-olandese:  l'Ammiraglio olandese Maarten Tromp ordinò ai suoi comandanti di non salutare una flotta inglese nella Manica, abbassando la bandiera olandese, come Cromwell aveva richiesto a tutte le flotte straniere nel Mare del Nord e nella Manica. In risposta, l'Ammiraglio Robert Blake aprì il fuoco, dando il via alla Battaglia di Goodwin Sands vicino a Dover, vinta dagli inglesi.

La  Repubblica Olandese non poté  rispondere che con la guerra e con l’appoggio dalla Danimarca furono combattute  una serie di battaglie lungo tutto il canale della Manica: la Battaglia di Plymouth in agosto, la Battaglia di Kentish Knock nell'estuario del Tamigi, e la Battaglia di Dungeness in dicembre, che si conclusero con la sconfitta dell'ammiraglio Blake.

Nonostante i successi, la flotta  Olandese era mal preparata per una guerra navale gli inglesi si mostrarono molto più forti nelle battaglie del 1653, come nella Battaglia di

Portland (tre giorni di combattimento) in marzo, la Battaglia del Gabbard (o North

Foreland) (12 - 13 giugno 1653), e la costosa Battaglia di Scheveningen (o Texel  del 10 agosto 1653), dove entrambe le flotte soffrirono danni pesanti, con questa ultima sconfitta e con la morte dell'Ammiraglio Tromp,  che venne ucciso proprio in questa battaglia,  gli olandesi decisero di porre fine alla guerra. I negoziati di pace terminarono il 5 aprile 1654 con la firma del Trattato di Westminster, nel quale gli olandesi riconoscevano e accettavano l'Atto di navigazione inglese del 1651.

In quegli anni la città di Livorno,  che  già funzionava come porto franco, era un nodo commerciale importantissimo per gli inglesi e gli olandesi e la guerra anche nelle nostre acque fu inevitabile …  l’inizio delle ostilità porta la data del 10 luglio del 1652 quando il comandante della flotta olandese Joris Van Cats bloccò varie navi  inglesi, poste sotto il comando di Hanry Appleton,  nel porto di Livorno.

Successivamente il comando della flotta olandese fu assegnato a Johan  van Galen, un uomo con molta esperienza nella lotta contro i corsari  e con il permesso di attaccare tutte le navi inglesi che erano nel Mediterraneo.

Agli inizi di settembre ottenne la sua prima vittoria nelle acque dell’Isola di Montecristo (a sud dell’Elba) durante la battaglia fu anche catturata la migliore fregata inglese: la Phoenix, le altre riuscirono  rifugiarsi a porto Longone, nell’isola d’Elba.

A Cornelis Tromp, figlio del famoso ammiraglio Maarten  Tromp, fu affidato il comando della prestigiosa fregata che fu riparata nel porto di Livorno  dopodichè, durante la  navigazione per ricongiungersi con la flotta Tromp, catturò un mercantile inglese e per impadronirsi del carico fece nuovamente rotta per Livorno. Sulla Phoenix, all’ancora nel porto, fu organizzata la festa di S. Andrea , il 30 novembre, 1652, e gli inglesi approfittando della scarsa sorveglianza riuscirono a salire a bordo ed a rimpossessarsi della nave,  Tromp riuscì a salvarsi fuggendo dall’oblò. Gli olandesi sostenendo che gli inglesi avevano preso l’imbarcazione in un porto neutrale ne chiesero la restituzione e Van Galen al comando della flotta rimase a presidiare il porto di Livorno per tutto il periodo invernale e anche il granduca di Toscana chiese al parlamento inglese restituzione della Phoenix agli olandesi.

Il diniego degli inglesi rese inevitabile la battaglia con le navi olandesi che mantenevano il blocco. Le forze navali inglesi, inferiori, comprendevano  sei navi al comando dell’ammiraglio Appleton, mentre quelle olandesi erano composte da undici navi, altre tre giunsero a Livorno il  4 marzo al comando di Jacob De Boer e altre due si unirono alla flotta olandese il 7 marzo. In quello stesso giorno l’ammiraglio inglese Richard Badiley arrivò a Piombino con otto navi fra cui la Phoenix, catturata agli olandesi, e inviò istruzioni segrete a Applenton per attaccare insieme gli olandesi, il piano prevedeva di attaccare congiuntamente o separatamente, a seconda della direzione dei venti, su due direttrici a tenaglia e la sera  del 12 marzo la flotta al comando di Badiley si avvicinò al Capo sotto Montenero.

L’ammiraglio Van Galen rimase immobile con le proprie navi  dando ordine di non togliere il blocco al porto di Livorno e solo il giorno successivo simulò la partenza della sua intera flotta, Appleton tratto in inganno fece uscire dal porto le sue navi, senza attendere l’aiuto di Badiley, trovandosi così solo di fronte all’intera flotta olandese.

Fu un grave errore poiché se le navi inglesi avessero operato unite i due schieramenti avrebbero avuto la stessa forza con un vantaggio per gi inglesi che avevano delle navi migliori,

le navi inglesi erano infatti più larghe ed erano equipaggiate con più armi e di calibro maggiore. Gli olandesi riuscirono a colpire la polveriera della nave Bonaventura e la deflagrazione fu udita in tutta la città e come descrive un testimone locale “i marinai saltarono in aria come pipistrelli”. Appleton intimorito dalla potenza del fuoco olandese, alcuni colpi di cannone arrivarono anche in città,  tentò di rientrare in porto ma la sua nave Leopard, la più bella della flotta, venne abbordata dagli olandesi che riuscirono a catturarla dopo due ore di cruenti combattimenti (un duro scontro che fece registrare 67 morti e 65 feriti dalla parte olandese e 70 morti e 54 feriti dalla parte inglese), anche tutte le altre navi inglesi furono distrutte o catturate ad eccezione della Mary che riuscì a fuggire riunendosi all’altra flotta di Badiley.

Durante la battaglia l’ammiraglio olandese perse una gamba ma, dopo aver subito un intervento chirurgico, decise di rimanere al suo posto di comando. Nel frattempo anche Badiley era entrato nella battaglia, con solo quattro navi da guerra poiché gli altri quattro mercantili  si rifiutarono di combattere, era però ormai troppo tardi e la sua Phoenix addirittura si incaglio sullo scoglio della Meloria riuscendo a liberarsi solo dopo diversi tentativi. Ammettendo al sconfitta  gli inglesi riunirono le poche imbarcazioni  rimaste e fecero rotta verso l’Inghilterra.

Dopo aver riportato l’amputazione di una gamba le condizioni dell’ammiraglio Van Galen, che in un primo momento non sembravano gravi, precipitarono improvvisamente, forse anche a causa di una polmonite,  e malgrado le cure di ben tre famosi medici morì nella notte del 23 marzo nella casa del console Van Straten.

Il corpo dell’ammiraglio venne imbalsamato, le sue interiora furono seppellite nel cimitero degli olandesi di Livorno, la salma fu trasferita in Olanda per essere sepolta con tutti gli onori nella  Nieuwe Kerk di Amsterdam, Van Galen è divenuto un eroe nazionale.

Le versioni degli inglesi, degli olandesi e dei livornesi, questi ultimi seguirono il la battaglia dal molo, dalle mura e  dai tetti non coincidono e anche nei dipinti realizzati dagli olandesi e dagli italiani emergono differenze di numeri e nomi.

La vittoria del 14 marzo costò agli olandesi oltre 120 morti e più di 180 feriti, altri marinai morirono nei giorni successivi in seguito alle gravi ustioni e ferite riportate durante la battaglia, le perdite per gli inglesi furono anche più pesanti: oltre 290 morti e più di 380 feriti. I consoli delle due nazioni in guerra dovettero affittare dei magazzini per far curare i feriti, Van Straten descrive una situazione esplosiva a bordo delle navi olandesi, molti marinai avevano perso gambe e braccia e da troppo tempo si trovavano lontano da casa e senza paga.  Van Galen non solo aveva salvato l’onore olandese  ma senza la protezione della flotta da guerra le navi mercantili inglesi furono costrette a  lasciare il mediterraneo a tutto vantaggio di quelle olandesi che invece aumentarono la loro presenza nel porto di Livorno.

 

Bibliografia : Nuovi Studi Livornesi

Vol. XIV anno 2007 – Media Print Editore

La battaglia per l’egemonia del Mediterraneo,

Marie-Cristine Engels.


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