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La Fortezza Vecchia: le origini

 

 

Tra tutti i monumenti di Livorno giunti sino ai giorni nostri, la Fortezza Vecchia è l’unico nel quale è possibile ripercorrere l’intera vicenda storica della città. È infatti assodato che il sito sul quale sorge il manufatto fosse abitato sin da epoche remote, tanto è vero che alcune indagini stratigrafiche condotte negli ultimi anni hanno permesso di individuare i resti di un insediamento di capanne, del quale restano evidenti tracce di buche per palificazioni, databile al passaggio dall’età del Bronzo all’età del Ferro; la medesima campagna di scavi ha portato al rinvenimento di frammenti di ceramica di epoche successive, che dimostrano la frequentazione dell’area anche in età etrusco-romana. 1  Resti architettonici più consistenti risalgono tuttavia al Medioevo e sono costituiti da una torre a pianta quadrata, da un torrione circolare e da un recinto fortificato.

La prima torre, che alcuni studiosi identificano come una testimonianza di un più antico “castrum romanum”, 2 sorse tra il X ed XI secolo a sud dell’importante scalo di Porto Pisano; tale struttura, costituita in laterizio con spigoli in pietra verrucana, risulta ancor oggi visibile, ma è priva della parte più elevata, mentre le trasformazioni subite ai livelli inferiori, dove nel corso del tempo sono state aperte numerose brecce, pregiudicano anche un’adeguata analisi del basamento. Ciononostante, la torre potrebbe coincidere con quel castello citato già in un documento del 1017 e che nel 1103 passò all’Opera del Duomo di Pisa. 3 Incerta appare pure la datazione della vicina torre circolare, nota come Mastio di Matilde e sostanzialmente rimasta integra fino ad oggi; la maggior parte dei ricercatori è solita riferire la costruzione al periodo immediatamente successivo all’importante vittoria ottenuta dalla Repubblica Pisana contro i Genovesi (1241), 4 mentre per altri potrebbe essere coeva ad una rocca innalzata nel XIV secolo all’estremità meridionale dell’attuale Darsena Vecchia e oggi scomparsa. 5 In ogni caso, l’attribuzione del manufatto all’epoca della Contessa Matilde di Canossa (1046-1115), o addirittura ai secoli precedenti, 6 è  priva di  ogni effettivo  riscontro storico. Il mastio fu intonacato con una calce bianchissima per proteggerlo dalla corrosione del mare e venne dotato di un coronamento merlato aggettante, sorretto da una teoria di mensole, dal quale era possibile esercitare una difesa mediante la caduta di materiali dall’alto. All’interno si trovava la sala dei capitani del castello medievale e della fortezza medicea, in seguito trasformata in cappella granducale e dove sono ancora visibili numerosi stemmi in marmo; da un altro locale, posto al livello inferiore, era possibile attingere l’acqua piovana che veniva raccolta in una profonda cisterna. Probabilmente, la torre quadrata e quella circolare furono inizialmente collegate mediante una palizzata in legno, che in seguito venne sostituita da una cortina in muratura a pianta quadrangolare, sormontata da un parapetto merlato. Secondo Pietro Vigo questa fortificazione, nota come Rocca Nuova o Quadratura dei Pisani, fu innalzata da Puccio di Landuccio e Francesco di Giovanni intorno al 1377, 7 ma la sua costruzione si rivelò particolarmente difficoltosa a causa dell’azione dirompente delle mareggiate.

Nella struttura furono quindi impiegati i materiali edili provenienti dalla demolizione di alcune case di proprietà dell’Opera del Duomo di Pisa situate nel borgo di Livorno. Pochi anni dopo anche l’intero abitato fu cinto per mezzo di una breve cortina muraria, che, partendo proprio dalla Rocca Nuova, circondava un pugno di case disposte attorno all’odierna Via San Giovanni. Con il potenziamento del sistema difensivo fu così consolidata l’importanza ormai raggiunta dallo scalo livornese, anche in virtù del rapido interramento di Porto Pisano, dove le frequenti incursioni nemiche ostacolavano l’avvio delle necessarie opere di manutenzione.Il declino di Pisa e il passaggio di Livorno sotto il controllo di altre potenze coincise con un momento di grandi innovazioni in ambito bellico; infatti, l’introduzione dell’artiglieria determinò profondi ripensamenti nella concezione delle nuove architetture militari e portò all’adeguamento delle fortificazioni già esistenti. Per questo motivo, agli inizi del Quattrocento, Jean Le Meingre, sire di Boucicault e governatore di Genova per conto del re di Francia, fece innalzare tre casematte per l’uso di bombarde all’interno della Quadratura dei Pisani; a testimonianza di queste trasformazioni restano anche alcune palle di cannone di dimensioni e materiali diversi (pietra, marmo, arenaria e ferro) rinvenute durante i recenti restauri.Frattanto, i Fiorentini, che già nel 1413 avevano ottenuto la concessione per l’uso dello scalo livornese, nel 1421 acquistarono il piccolo borgo labronico al fine di incrementare gli scambi mercantili della repubblica. Ciò nonostante, fu solo all’inizio del Cinquecento, in un clima di forti tensioni e lotte interne, che il cardinale Giulio de’ Medici, futuro papa Clemente VII, finanziò l’ampliamento della rocca livornese. (continua)

 
 
 


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