Una Società massonica-cabalistica del XVII secolo nel territorio livornese ?
Il Museo Civico di Paleontologia Archeologia e Numismatica fu inaugurato nel 1887.
Il corpo principale era rappresentato dalla donazione della collezione Enrico Chiellini.
Tra i reperti donati erano presenti alcuni singolari e misteriosi o meglio appartenenti alla categoria OOPART (out of place artifacts) ovvero oggetti fuoriposto; oggetti strani non collocabili in un determinato contesto storico e avulsi dal contesto archeologico tradizionale locale. Si tratta di 86 reperti in terracotta,pietra,rame e ferro di fogge diverse, che all'epoca hanno fatto discutere archeologi ed esperti ai quali erano stati sottoposti per un parere. Certo non sono reperti classici, ma questo non vuol dire che siano falsificazioni, anche perché non avrebbe avuto senso creare oggetti non somiglianti ad "anticaglie" classiche se si voleva venderle per vere; bastava riprodurre oggetti già conosciuti e facilmente identificabili in una determinata civiltà.
Molte antiche società non tradizionali, come sette segrete od altro hanno lasciato reperti con strane iscrizioni, spesso incomprensibili, proprio per garantire la segretezza del loro significato. Nell'antichità, anche recente, tutto ciò che usciva dai canoni e dalle credenze ufficiali veniva mascherato e reso indecifrabile.
Purtroppo tali materiali sono scomparsi, forse trasferiti a Firenze, se ne conoscono soltanto alcune riproduzioni illustrate nel Catalogo del Museo,curato da Pio Mantovani, poter studiare i reperti, il materiale in cui sono fatti, lo stato di conservazione, la patina dei metalli e delle terrecotte poteva servire, con i moderni metodi di ricerca, a dare un giudizio definitivo sulla loro datazione. A questo punto desidero elencare e sommariamente descrivere gli oggetti di cui si parla con riferimento alle tre tavole del Catalogo Mantovani.
Tavola 15: trattasi di ciambelle e oggetti in terracotta
Fig. 1) Ciambella in terracotta dove oltre a segni diversi si distinguono 2 draghi una A e 3 .
Fig.2/3) Iscrizioni non decifrabili.
Fig. 4) Una cometa, due serpenti, una scala.
Fig. 5) La luna, un uccello in volo, due animali non riconoscibili.
Fig. 6) Un pesce.
Fig. 7) Pendaglio con serpente a forma di testa di serpente.
Fig.8/10) Serpente con iscrizioni, alcuni segni d'alfabeto negromantico.
Fig. 11) Croce con serpente terminante in M(dove R sta per cattivo spirito ed O per buono spirito) quindi contrasto tra bene e male.
Tavola 16: Maschere di diverse fogge di cui una con evidenti tratti felini, tutte con iscrizioni e predisposte con un pendaglio in metallo.
Tavola 17: trattasi di oggetti in ferro e rame.
Fig. 1) Indecifrabile.
Fig.2/3/5/7) Ciambelle in rame con evidenti allusioni alla Triturrita (tre torri). Fig. 6) Ancora R e O (spirito cattivo e buono).
Fig.4/8/9/10/11) Chiavi in rame di diverse fogge ed iscrizioni.
Fig. 12) In rame a forma di lucertola o sanguisuga o caimano con varie iscrizioni. Fig. 13) Indecifrabile.
Fig. 14) Placca rettangolare in rame con occhio centrale.
Fig. 15) Placca rettangolare, con due piegature laterali, con due occhi ed un triangolo centrale con occhio.
Gli altri esemplari sono descritti ma non illustrati. Il Mantovani ci dice in una nota che l'oggetto a forma di lucertola o sanguisuga è una fibbia in rame "sicuramente" di epoca romana con iscrizioni postume.
Le iscrizioni incomprensibili potrebbero far parte di un alfabeto in codice spesso usato dalle società o sette che usavano simboli non riconducibili ad alcun alfabeto.
Alcuni esempi conosciuti di alfabeti segreti:
>>l'isiaco usato durante il culto della dea egizia Iside;
>>il templare usato nei loro talismani e sigilli;
>>il runico antiche lettere della scrittura germanica;
>>il sanscrito usato per scrivere lettere e documenti segreti;
>>l'arabo usato per scrivere documenti segreti e sacri;
>>il massonico usato per documenti segreti in forma criptografica;
>>i numerosi alfabeti usati nel basso medioevo;
>>quello dei maghi del XV secolo;
>>ed ancora i simboli alchemici e negromantici.
L'osservazione sommaria ed incompleta dei reperti e delle incisioni ci ricorda molto la simbologia massonica (la chiave, l'occhio, il triangolo con l'occhio, la luna, il serpente, la scala ecc.) pertanto l'ipotesi di oggetti appartenuti ad una società massonica-cabalistica, come è stato scritto, non è da scartare ma va approfondita.
Quindi mistero ed interesse, in attesa di poterli vedere direttamente negli originali. Anche se ipotetiche contraffazioni, hanno ormai più di cento anni, e comunque fanno parte della nostra storia almeno come curiosità archeologica.
Nel mondo esisto vari oggetti contestati per la loro originalità ma pur tuttavia oggetto di studio. Vorrei citare solo alcuni esempi conosciuti sottoposti ad interminabili discussioni scientifiche e fantasiose.
Il Disco di Festo e l'ascia di Arkalochori rinvenuti a Creta, il Disco di Vladikavkaz nella Repubblica Russa dell'Ossezia, i Dischi di Balan-Kara-Ula rinvenuti in una zona montagnosa tra Tibet e Cina.
Tutti reperti con simboli indecifrabili tutti oggetti definiti "fuori posto".
MAURO LAZZERI