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Il Viale dei nuovi Acquedotti (fuori barriera)

 

collezione privata g. ciccone – livorno
Il Viale dei nuovi Acquedotti (fuori barriera)
 
 

Pasquale Poccianti, nel 1845, scrive una lettera al Governatore di Livorno:

« [ ... ] perché un ampio viale con alberi vi avrebbe condotto, e perché questo viale prolungandosi fino alle sorgenti, attraverso i terreni coltivati, alle praterie, alle boscaglie di Limone avrebbe servito di invito alla popolazione tutta per visitare la grandiosa opera dell'acquedotto, le sue arcate, i suo sotterranei, le sue sorgenti »

Queste poche righe sono sufficienti a far emergere le ambizioni del Poccianti che voleva realizzare non  un acquedotto per l’approvvigionamento di acqua potabile  per gli abitanti della città  ma l’Acquedotto di Colognole:  un’opera monumentale degna della città di Livorno, porto della Toscana.

La Gran Conserva di Riseccoli detta “Cisternone”, certamente l’opera più conosciuta dell’Acquedotto, realizzata per svolgere la funzione di serbatoio cittadino fu invece costruita con particolare cura dei dettagli e con l’inserimento sulla facciata di un grande nicchione, chiaro il riferimento al modello del Pantheon e alle terme romane al fine di ottenere un “effetto monumentale” per quella che era una semplice “cisterna”. Proprio dalla Gran Conserva iniziava la pubblica promenade composta da un “gran viale per le carrozze” e in due “viali secondari per i pedoni” , interrotto da “due piazze o riposi con sedili”, con prati in prossimità del vecchio camposanto e, lungo il Riseccoli, un ampio giardino con prati, boschi e monumenti. Il tutto terminava in un “gran prato a uso di circo con loggia per la corte  in occasione di feste e per i giudici delle corse monumenti e un lago d’acquaviva”.   Mentre era in cantiere la Gran Cisterna Poccianti iniziò la piantumazione di platani, olmi e lecci,  richiese alla “Deputazione sugli Acquedotti” l’autorizzazione per piantare quattro file di alberi  sullo stradone da via delle Spianate fino al ponte che attraversava la valle dell’acqua Puzzolente. Quando nel 1833 la Comunità gli affidò l’incarico di organizzare i festeggiamenti per il passaggio di Leopoldo II, che rientrava a Firenze dopo il matrimonio con la Principessa Maria Antonia di Borbone, il Poccianti trasformò lo stradone in luogo di festa con opere accessorie e luminare e pensò la conserva d’acqua come sala da ballo.

La Via degli Acquedotti è citata anche dal Piombanti nella Guida storica ed artistica della città e dintorni di Livorno – Forni - 1903, una descrizione che di seguito riportiamo integralmente: “Emilio Zola (v.), già via degli Acquedotti. Questa larga e diritta via, di 4 file di alberi adorna trovasi tra il Cisternone e la barriera Vittorio Emanuele. Si chiamò anche via dei Condotti, perchè sotto ha il condotto dell'acqua potabile, che viene da Colognole ed aveva quello che veniva da Limone. Sono su questa via l'ospedal militare e l'arena alfieri, dei quali altrove si parla, e il giardino pubblico, detto anco Parterre. Questo lo fece il Comune nel 1354, lungo il torrente Riseccoli, e non è troppo vasto. Parte è a bosco e parte a giardino con ombrosi e ben tenuti viali. Ha vasca e grotta con acqua potabile del vicino Cisternone, sedili e statue, chiusi per quadrupedi e volatili, quiete, aria pura e salubre. Il marmoreo mascherone, che getta l'acqua, nella grotta, fece lunghi anni il medesimo servizio in piazza grande, all'angolo del palazzo del governatore, dov’era una fonte …

… Il Poccianti ebbe dal Municipio l’incarico di far grandi preparativi e nel viale dei condotti, per festeggiare la venuta a Livorno di Leopoldo II colla nuova sposa Maria Antonia di Napoli, il 14 giugno 1833. nella grande cisterna riccamente addobbata e illuminata fu gran festa di ballo , nel viale palio con fantini e premi. Poi altre feste, luminarie, sussidi e pane ai poveri. “

 

 

 

 

Bibliografia:

- L’Acquedotto di Colognole di Ilaria Arrighi - Comune di Livorno – 1992

- La città  nella storia d’Italia Livorno D. Matteoni – Laterza 

- Guida storica ed artistica della città e dintorni di Livorno  Piombanti  Forni - 1903

 

 

 


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