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Quale futuro per Livorno?

 

Siamo alla fine delle vacanze estive ed in pratica alla vigilia della campagna elettorale per le prossime amministrative, che probabilmente saranno anticipate di un paio di mesi rispetto alla loro scadenza naturale; cioè si dovrebbe votare in aprile. Credo che anche noi, lettori e  collaboratori del Pentagono, dobbiamo immergerci in questa nuova fase per offrire spunti di riflessione e magari provare ad elaborare qualche proposta che possa essere recepita da chi vorrà candidarsi alla guida di questa città per i prossimi cinque anni.

Nella legislatura in corso sono stato presente a tutte le sedute dl Consiglio Comunale.

Non so se avrò l'opportunità di essere riconfermato e sarò disponibile solo se ben convinto che il mio impegno sia davvero utile alla nostra città; tuttavia credo che sia tempo di riflessioni e valutazioni in attesa dei veri giudizi, cioè di quelli del voto. Ecco, allora, che abbiamo la grande opportunità, mentre i politici affilano le armi per prepararsi alla competizione elettorale, di partecipare al dibattito attraverso le pagine del Pentagono ed il sito, di provare a mettere a fuoco le questioni concrete, quelle che riteniamo possano rispondere rapidamente alle esigenze più urgenti dei cittadini, ed in cantiere quelle per il domani e per il dopodomani.

 

Quali sono i temi chiave che la politica (nazionale) di questi mesi ha messo in evidenza ?

Mi pare che la percezione di insicurezza sociale da parte dei cittadini sia al primo posto; poi ci sono molte incertezze sullo stato dell'economia, preoccupazioni circa il mantenimento di un livello di benessere (che comunque è ancora elevato) ed ancora di più per il futuro delle nuove generazioni.

 

Poi c'è il tormentone dell'estate, cioè l'efficienza della Pubblica Amministrazione che il Ministro Brunetta dichiara di avere risolto con un colpo di bacchetta magica ed infine il mantenimento e l'efficienza dei servizi.
 

Se questo è lo stato delle cose, penso sia pericolosissimo non guardare in prospettiva e non pensare a riforme strutturali per il futuro, pur tamponando subito le ferite per non morire dissanguati.

 

Io credo che la nostra città non si possa sentire estranea a tutto ciò e che quindi il ragionamento sia quello di calare questi temi su di noi. Non solo come enunciazione di cose da fare, visto che ormai il da fare lo sano tutti, ma soprattutto come risolvere tutte quelle questioni che da subito possono avere effetti positivi sulla città e come dare il via alle riforme strutturali che ridisegnino la Livorno del futuro!
 
di Alessandro Dechecchi

alessandro.dechecchi@bancalombarda.it

 


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